Ecco il progetto “Brisighella Nuova 2.0 – Comunità Ospitale”

Questa mattina si è tenuta nella Sala Gialla del Comune di Faenza la presentazione del progetto «Brisighella Nuova 2.0 – Comunità Ospitale», presenti il sindaco e tutti i capigruppo del consiglio comunale di Brisighella.

Sabato 1 dicembre alle 16 nel Foyer del Teatro Pedrini nel Municio di Brisighella il sindaco, la giunta e il consiglio comunale all’unanimità apriranno un periodo di confronto sul progetto «Brisighella Nuova 2.0 – Comunità Ospitale», un vero e proprio laboratorio/percorso di partecipazione dedicato agli eventuali stakeholders (residenti, turisti, investitori e istituzioni) ideato per identificare le opportunità che concorrono alla ri-generazione in chiave sostenibile del borgo e del territorio circostante con un’attenzione particolare alla qualità del contesto e al ben-essere della comunità.

Il percorso di partecipazione è finanziato dalla Regione Emilia Romagna e prevede di vagliare le prospettive di ri-generazione economica e socio-culturale della città tramite la creazione di un modello di Comununità Ospitale che coniughi ambiente, economia e cultura del territorio. L’obiettivo è di costruire una destinazione ed una motivazione per un’ospitalità di qualità aperta e solidale (sia per residenti fissi sia residenti temporanei/turisti) capace di posizionarsi sui mercati nazionali ed internazionali per intercettare nuove residenze, nuove visite e nuovi investimenti e in grado di mantenere ed innovare i servizi a favore dei cittadini.
Questi i principi cardine del progetto:

  • Forte senso di comunità, recuperando le tradizioni ma proponendo servizi innovativi ed esperienziali;
  • Alti standard ambientali e paesaggistici con un approccio di vita “slow” ed uno stile eco-wellness con una particolare propensione alla cultura tecnologica;
  • Massima connettività (nuove e vecchie forme di mobilità sostenibile), con particolare attenzione a quella telematica.

«Realizzare un progetto di Comunità Ospitale e valorizzarla come prodotto/servizio non sarà una cosa semplice – afferma il sindaco Davide Missiroli -. Ciò che potrà determinarne il buon esito saranno l’entusiasmo, l’assiduità e la capacità di fare squadra di tutta la comunità brisighellese. Abbiamo la possibilità di dimostrare che si può crescere come comunità coesa e solidale, come cittadini tutti insieme. Il Consiglio Comunale all’unanimità ha già accettato questa sfida: speriamo che questa condivisione apra ad un nuovo modo di fare politica che riporti l’attenzione sulla centralità della comunità, mettendo da parte, e di questo ringrazio tutte le forze politiche, rivalità di parte.»
Brisighella, insegna la storia, non è nuova a questi momenti unitari. Nel dicembre del 1962 infatti il Consiglio Comunale, che esprimeva sindaco Achille Albonetti, elaborò all’unanimità l’innovativo (per i tempi) Piano Regolatore Comunale (denominato Brisighella Nuova). Nel complesso inoltre il 1962 fu un anno importante per Brisighella perché nacquero le nuove Terme e fu fondata la CAB (Cooperativa Agricola Brisighellese). «Per questo, – continua il Sindaco Missiroli – dopo 50 anni possiamo dire che la fase ‘1′ è terminata. L’attuale congiuntura economica impone a tutti un ragionamento sul cambiamento che preservi le peculiarità e i valori di quella fase ma che su queste sappia innovare: è arrivato il momento di una fase ‘2′ o, meglio, 2.0 perché anche parole e numeri hanno un senso. Con il termine 2.0, così come nel web, si vuole indicare uno stato in evoluzione e un approccio connotato dalla dimensione sociale della condivisione e dell’utilizzo consapevole del territorio per aprire nuovi scenari di sviluppo fondati sulla possibilità di fruire e creare contenuti».
Prenderanno parte all’assemblea cittadina di sabato 1 dicembre anche Maurizio Capelli (economista territoriale e segretario generale dei Borghi Autentici d’Italia) e Michele Vianello (economista e direttore del Parco Scientifico Tecnologico di Venezia). Questo primo appuntamento aprirà un percorso di confronto dove cittadini, operatori economici ed istituzioni saranno spronati a condividere il Piano Strategico dell’Offerta definendo le linee di azione di breve, medio e lungo periodo per la realizzazione di interventi sia diffusi che mirati secondo un’unica ed unitaria strategia di accoglienza di tutta la comunità.

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