Brisighella si racconta: Angela, la calzuléra, artigiana controcorrente nella sfida alle chiusure commerciali

La crisi economica potrebbe trasformarsi in buona opportunità per restituire vita ad antichi mestieri e rendere più appetibile anche al visitatore un centro storico che ogni giorno vede spegnersi le luci delle vetrine e abbassare le serrande dei negozi. Torniamo a fare i calzolai, i falegnami, gli arrotini, i parrucchieri per uomo, gli spazzacamini: di lavoro ce n’è e da vivere dignitosamente.

Angela Nonni, la calzuléra di Brisighella

Angela Nonni inizia a raccontarmi la sua storia. Il perché del suo lavoro di ciabattina, cosa c’è dietro alla riparazione di una calzatura, il suo approccio verso una forma di artigianato che rischia di scomparire, ma soprattutto la decisione di trovare un’occupazione che la appaghi veramente.

Il logo del negozio con la grafica di Daniella Bellardi

Mi racconta tutto ciò con entusiasmo che esprime gioia e felicità: per la decisione presa (con coraggio) e per aver dato un calcio alla precedente attività (con soddisfazione). Da qui la grande decisione di prendere in completa gestione, in via Baccarini, il negozio di Celso, e’ calzulér, e diventare la calzuléra di Brisighella.

Sacche, borse, stivali, mocassini, scarponcini e scarpe da ginnastica riparati e in attesa dei clienti

Tacchi, soprattacchi, risuolature Sembra strano eppure il calzolaio è un mestiere che in Italia è in estinzione, ma allo stesso tempo è super ricercato: l’importante è non avere fretta d’imparare perché il lavoro è difficile e richiede molto praticantato. Si possono frequentare corsi specializzati (in internet si trovano indirizzi) ma ci sono anche calzolai disponibili a insegnare il mestiere personalmente. Sarebbe auspicabile per tonificare il commercio locale: un laboratorio perpetuo dove tanti artigiani che cessano l’attività – ceramisti, sarti, rammendatrici, e non solo i calzolai – potessero insegnare il mestiere ai giovani e lasciare in eredità il loro know-how trasformandosi in maestri, una volta andati in pensione.

L’arte, Angela l’ha appresa da Celso che le ha fatto da maestro insegnandole a usare gli attrezzi fondamentali: trincetto, tenaglie, martello, lesina che buca la pelle e fa passare il filo. Poi, la spazzolatrice e lo spazzone per la lucidatura della suola e del tacco; lo smeriglio, per sgrossare il cuoio, cartavetrata per le finiture. Questo il kit di pratica per manutenzione e riparazione che sono le attività tipiche del tecnico che ripara le scarpe con pelle, cuoio, gomme e materiali sintetici.

Il calzolaio di oggi è soprattutto un artigiano-artista Sa ascoltare il cliente, capisce le esigenze e la conformazione del piede, comprese le anomalie, metabolizza le richieste che in seguito saranno utili nelle fasi di lavorazione.

A Brisighella, la ‘calzuléra’ non ha concorrenza. La bottega ha la vetrina a filo strada, ma per entrare si scendono 6 gradini: un ambiente spazioso quanto basta per ricevere la clientela e svolgere l’attività: “Non servono abilità particolari – dice – ma il lavoro non deve essere approssimativo; cerco di trasferire la mia precedente esperienza applicandola alla precisione delle riparazioni: se i clienti sono soddisfatti torneranno sicuramente. Tuttavia è un lavoro che bisogna amare, le scarpe si rompono in tanti modi e la riparazione bisogna inventarla.”

Lavorava in un laboratorio di confezione, responsabile di produzione e dei campionari per le stagioni di lingerie La Perla; da qui la partenza di un percorso professionale fortemente scelto con già in dote buona manualità e precisione da applicare a tacchi, soprattacchi o altri parti di suole e tomaie rovinate, ma anche a riparazioni su capi di abbigliamento e accessori in pelle.

Lo scenario è completo e l’artigiana è formata, ma la calzuléra deve acquisire la giusta credibilità per scardinare i preconcetti locali di un mestiere ancora fortemente legato alla figura maschile: di recente è capitato che un cliente esprimendo compiacimento per una riparazione eseguita a puntino abbia però aggiunto: “ma chi è il calzolaio?”

Margherita Rondinini

(immagini D.Malpezzi e M.Callegari)

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2 thoughts on “Brisighella si racconta: Angela, la calzuléra, artigiana controcorrente nella sfida alle chiusure commerciali

  1. Ecco la dimostrazione che anche in un piccolo paese ci possono essere delle grandi donne, capaci, intraprendenti, efficaci, brava Angela io ho già usufruito del suo lavoro e confermo che era eseguito bene.
    Condivido il pensiero che “il modo di riportare alla vita piccole comunità nasca dal riesumare i vecchi mestieri”, aggiungo Arti & Mestieri perché, nei mestieri in cui l’essere umano si impegna manualmente esprime l’arte che è in lui/lei e si arricchiscono gli animi condividendo.
    un gran IN BOCCA AL LUPO ad Angela che sia l’inizio di un nuovo cammino

  2. Roberto Romagnoli says:

    Grazie a Celso e tanti Auguri ad Angela che sembra abbia innescato una ripresa del centro storico, poiché apriranno, a breve, altre tre nuove attività e un’altra vuole aggiungersi dalla “periferia”. Buon Lavoro

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