Brisighella si racconta: Le Faïences di Mirta, da schegge di coccio a sculture da viaggio

Creatività robusta quella di Mirta Carroli, l’artista brisighellese – ma le sue origini vengono da Fognano – capace di dare potenza a ferri monumentali (le sue sculture) e insieme ortolana di frammenti di antica ceramica che trasforma in gioielli (le sue sculture da viaggio).

Alta, il piede allenato a un passo deciso, configura col movimento d’occhi l’espressione di pensieri, poi definiti dalle corde vocali che muovono un collo alla Modigliani. Tuttavia, la sua resistenza all’arte faticosa di plasmare il metallo che torce con l’audacia del suo carattere determinato non la trattiene dallo sposare una rara gentilezza. C’è sempre nei suoi pensieri un rispettoso omaggio d’appartenenza alla Romagna e una fedele riconoscenza all’ispirazione che ricerca sopra e sotto la terra.

Mirta Carroli, accanto a una delle sue sculture in ferro

E da scultrice diventa ortolana di schegge di coccio. Nel fazzoletto di prato della sua casa di pensiero, a Fognano, a ogni stagione rivolta e sfarina le zolle, con zappa e vanga in cerca di legami rari. Scavando estrae arcaiche terraglie con volute di gotico a cartoccio, scova fondelli di ciotole a ingobbio verniciato, estrae frammenti dl albarello in stile severo e schegge di maioliche a compendiario. Interpreta i caratteri che li configurano e, in seguito, ne filtra i significati rimasti inossidabili al tempo e al buio trasformandoli in gioielli virtuosi.

Gioiello Jonico, frammento di ceramica a gotico a cartoccio, corallo e lapislazzuli

Mirta Carroli non ha una tradizionale formazione orafa, ma ha cresciuto il suo fare nelle botteghe bolognesi dei più grandi artisti di gioielli. La sua passione, nata creando bijou per un prêt-à-porter personale, si è in seguito indirizzata verso il pubblico con uno stile personalissimo che trasforma in gioielli contemporanei terraglie arcaiche (dall’XI al XVII secolo), estratte soprattutto da pozzi e sotterranei di monasteri e anche case patrizie faentine.

Gioiello arlecchino

Il desiderio dell’artista è di dare nuova vita ai frammenti di ceramica antica interpretandoli a monte di segni e caratteri che li distinguono. In seguito, smussi, rotture, sbecchi e smerigli di ceramica, di coccio e maiolica si trasformano in virtuosi gioielli di Faïences corazzati d’argento e oro, scortati da tessere di mosaico, coralli, giade, lapislazzuli e perle.

Esposti solo in musei o gallerie d’arte sono pezzi unici dalle forme libere, prive di schemi e mai ripetitivi, da indossare come amuleti. Di recente un repertorio di sue creazioni è stato esposto al Museum of Arts and Design Columbus Circle di New York in una mostra mercato che ha coinvolto cinquanta tra i più interessanti creativi internazionali di gioielli contemporanei, che indirizzano la loro ricerca verso l’innovazione e l’ispirazione nel campo del design orafo. È così che le sue ‘sculture da viaggio’ – come lei stessa le definisce – sono volate per stupire le signore della Grande Mela, appositamente progettate per l’evento.

Gioiello elaborato sull’elemento di un’antica maglia berbera

Punto di partenza è stata un’antica catena berbera battuta a mano e dal forte sapore scultoreo: per Mirta è stata uno spunto interessante da elaborare. L’elemento della maglia, fuso a cera persa e riprodotto in tante copie, ha connotato infatti le tre collezioni presentate a New York. Gioielli da indossare tutto il giorno dove spicca l’inserimento di frammenti antichi di maiolica faentina (linea Faïences), in contrasto per colore e materia con l’elemento modulare della maglia berbera per collier e bracciali della collezione Chains, e in perfetta sintonia e abbinamento con le linee rigorose e pulite di orecchini e anelli della collezione Pure Forms.

Margherita Rondinini


  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

2 thoughts on “Brisighella si racconta: Le Faïences di Mirta, da schegge di coccio a sculture da viaggio

  1. Gent.,a Artista Mirta Carroli, lo scorso giugno abbiamo fatto parte del comitato scientifico esterno della Triennale per la segnalazione di artisti emergenti, siamo molto interessati al suo lavoro, vorremmo poter parlare con lei per capire se c’è interesse anche da parte sua a esporre in una delle più note gallerie storiche di Firenze, intanto la invito a visitare il nostro sito http://www.galleriamentana.it
    e restiamo in attesa di sue gradite comunicazioni.
    Cordiali Saluti, Assistant, Paola Neri

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title="" rel=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>