I gruppi di lavoro: Open Space Technology per facilitare il dialogo

Con l’avvio dei gruppi di lavoro si apre una nuova fase nel percorso partecipativo per la costruzione di una Comunità Ospitale: giovedì 7 e sabato 9 marzo, infatti, si terranno degli incontri per la costituzione di tre nuclei di cittadini che affronteranno altrettante tematiche fondamentali per il progetto. I gruppi di lavoro sono aperti a tutti gli interessati e si riuniranno presso l’Aula Corsi della Biblioteca Comunale di Brisighella (Complesso Cicognani viale Pascoli n.1) giovedì 7 alle ore 15 con “L’ospitalità del borgo”, per discutere delle modalità di accoglienza nel centro storico; sabato 9 alle 10 con “Benessere, ambiente e cultura” e alle ore 15 per parlare di “Il sapere fare produttivo”I gruppi saranno uno strumento per ascoltare e dare rilievo al punto di vista dei cittadini interessati, con l’obiettivo di definire in sinergia come costruire la comunità ospitale del futuro.

Ma concretamente come saranno gestiti i gruppi di lavoro? Si è deciso di adottare la tecnica dell’Open Space Technology (OST), una metodologia la cui origine è eloquente: fu ideata da Harrison Owen (1985), esperto di organizzazioni, quando si rese conto che le persone che partecipavano alle sue conferenze apprezzavano più di ogni altra cosa i coffee break. Owen aveva notato che durante questi momenti molto informali, infatti, le persone riuscivano ad aprirsi, a conversare “con chi volevano per il tempo che ritenevano utile sui problemi per loro interessanti”. La tecnica dell’OST è studiata appositamente per ricreare un clima simile, riconoscendo a tutti i partecipanti la possibilità di esprimersi, di portare il proprio punto di vista, nella consapevolezza che è solo l’incontro, lo scambio, il confronto tra persone diverse per età, valori e cultura che si può giungere a comprendere un fenomeno a 360 gradi.

Concretamente durante l’OST non ci saranno relatori invitati a parlare, né programmi predefiniti, a parte il titolo generale dell’incontro. I partecipanti, dopo aver appreso le semplici regole di un OST, potranno proporre degli argomenti per il quale provano sincero interesse, e così facendo assumeranno la responsabilità di condurre la discussione, e/o unirsi ad un gruppo per loro stimolante. Al termine della discussione, ogni gruppo produrrà un breve riassunto del lavoro svolto. I contributi elaborati saranno raccolti in un instant report generale, distribuito a ciascun partecipante al termine della giornata o inviato via mail.

L’OST si basa quindi su due aspetti, centrali per i processi di cambiamento: la passione e la responsabilità. Il facilitatore, in questa prospettiva, crea solamente lo “spazio aperto” affinché ogni partecipante esprima se stesso, il suo punto di vita, i suoi interessi ed assuma la responsabilità della propria esperienza. Per questo nell’OST gli unici responsabili di un evento noioso o poco stimolante sono i suoi stessi partecipanti, guidati, in questo percorso, da un’unica legge: “la legge dei due Piedi”: «Se ti accorgi che non stai né imparando né contribuendo alle attività, alzati e spostati in un luogo che ritieni essere più produttivo». Abbandonare un gruppo di lavoro, per andare a vedere cosa succede negli altri o per chiacchierare con qualcuno al tavolo del buffet, non va considerato un segno di scortesia, ma di vitalità; tale comportamento è coerente infatti con i principi dell’OST:

  1. Chi partecipa è la persona giusta: “è poco utile preoccuparsi di quelli che non ci sono ma avrebbero potuto o dovuto esserci. L’importante è concentrarsi su quelli che ci sono”

  2. Qualsiasi cosa accada va bene, è l’unica che poteva accadere “il risultato negativo è il prodotto di aspettative negative”

  3. In qualsiasi momento cominci, è il momento giusto “le cose cominciano quando sono mature per farlo, ed in qualsiasi momento partano è il momento giusto”

  4. Quando si finisce si finisce “non c’è ragione di star seduti a perder temo solo perché la sessione di lavoro era stato programmato per durare due ore”

È importante sottolineare che durante l’OST nessuno avrà il controllo di ciò che sta succedendo, per favorire un risultato di creatività e responsabilizzazione. D’altra parte, i partecipanti dovranno rendersi disponibili a ridiscutere le idee consolidate, cooperare ed apprendere reciprocamente, mettendo a disposizione le proprie competenze e capacità per costruire una comunità più accogliente e vitale.

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3 thoughts on “I gruppi di lavoro: Open Space Technology per facilitare il dialogo

  1. ottima impostazione grazie

  2. Uscendo, confrontandomi con alcuni dei presenti, (considerando la predisposizione al lamento) devo dire che siamo partiti bene, la media dei commenti era positiva, e c’è la speranza che possa essere una modalità di svolta. auguro a tutti un pensiero propositivo ad oltranza…..

  3. Grazie Arianna, siamo pienamente d’accordo. Questo percorso vuole essere solo l’inizio di una modalità di agire e collaborare nuova e più propositiva, il cui successo dipende in buona parte da noi stessi, che decidiamo di partecipare…ci vediamo giovedì!

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