Brisighella si racconta: Con Mary e Rosy, a dorso d’asino sui colli della Vena del gesso

Passeggiare con gli asini è la formula di un turismo dolce che risponde sul territorio alla pratica dell’onoturismo. È una nuova tendenza, dove la chance di un cammino, senza fretta né rumori, è compatibile con il rispetto della ruralità locale unito alla conoscenza del forte e robusto animale. Ma è anche una nuova promozione di ben-essere in prospettiva sul territorio dei tre colli di un turismo eco – ambientale.

Asini durante un’escursione someggiata

L’andare sui sentieri con gli asini si rivaluta sul territorio della Vena del gesso romagnola con una connotazione ecologista, ma soprattutto verso un rapporto diverso tra uomo e animale. La formula dell’escursione someggiata non rappresenta una novità assoluta se si pensa a un precedente illustre: lo scozzese Robert Louis Stevenson insieme alla sua compagna di viaggio Modestine, primo asino noto usato a tale scopo, e il cui resoconto dell’itinerario è descritto nel libro “In viaggio con un asino nelle Cévennes” del 1879.

Sulla falsariga di tale esperienza, inimitata per quasi un secolo, per il turista visitatore o per famiglie con bambini, che approdano a Brisighella tra aprile e giugno, c’è la proposta di vivere cinque giorni accompagnati dall’asino per imparare, ricevere e dare. Dipenderà molto dall’atteggiamento con cui gli ospiti si rapporteranno con Mary e Rosy le due asine protagoniste di un programma esperienza all’Eremo del Lupo di Brisighella nella serie dei Percorsi Etnici onlus (via Rontana 44).

L’offerta turistica vede le asine come compagne di viaggio degli escursionisti, lungo percorsi di mobilità dolce, senza essere cavalcate, ma all’occorrenza usate per il trasporto del bagaglio e dei bambini per brevi tragitti, per valorizzare le risorse locali in chiave ecoturistica, riscoprendo poi antiche mulattiere e tratturi usati come ippovie e greenway. L’interesse per questi equini favorisce l’uso ecocompatibile e il benessere di questi animali, e il fenomeno recente, cresciuto negli ultimi decenni come reazione e valorizzazione consapevole di “una parte di mondo in via di estinzione”, ricolloca gli asini – usati da sempre come animali da soma – in un rapporto diverso con l’uomo dando loro una nuova funzione socializzante.

Proprio la conoscenza delle loro abitudini, della stalla e degli attrezzi per la pulizia darà al visitatore l’avvio a una settimana di soggiorno sulla Vena del gesso, in un connubio tra modernità e tradizione. Ma la pratica s’indirizza poi al ben essere dei cittadini e alla tutela dell’ambiente territoriale anche nella prospettiva dello sviluppo di un turismo eco- ambientale.

Da martedì a venerdì, la giornata comincia con il pasto agli asini e un programma giornaliero che cambierà in funzione delle condizioni meteo e della gradualità dell’esperienza dei fruitori. Sono previste passeggiate con Mary e Rosy, più o meno lunghe, anche con pranzi al sacco. Al rientro è atteso per il turista il riordino degli animali nel loro recinto, ma resta ancora tempo per riposare o visitare a piedi o in auto il territorio circostante. Nel pacchetto delle attività di soggiorno anche brevi lezioni teoriche come l’alimentazione, la cura dell’asino, gli zoccoli e la sua pulizia, ma ci sarà anche un’intensa attività pratica che riguarderà la pulizia e strigliatura dell’asino, l’attrezzamento da soma, la passeggiata, il pascolo, e anche come costruire un recinto elettrico.

Margherita Rondinini

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