Brisighella si racconta: Il vetro dei Romani, a Zattaglia, da aprile a dicembre

Zattaglia, nel cuore del Parco Vena del gesso, è teatro di un’importante inaugurazione, sabato 20 aprile, con la mostra didattica al centro ‘M.Guaducci’ sul gesso vetroso, conseguente alla recente identificazione di miniere romane (lapis specularis) sul territorio brisighellese della Vena, in particolare nella grotta Lucerna; in settembre, invece, inaugura una mostra archeologica con reperti ritrovati al Carnè e in tutta la Valle della Sintria.

Panorama aereo di Zattaglia e della Valle della Sintria

Da tredici anni la Federazione speleologica dell’Emilia Romagna concentra gli studi sulla Grotta della Lucerna dove tracce e caratteri distintivi dell’utilizzo estrattivo della pietra speculare, comparati ad analoghe miniere spagnole di epoca romana, portano ora alla vera identità della Lucerna come cava estrattiva di vetro gessoso e confermano la presenza dei Romani sulla Vena già dal I al V secolo dopo Cristo, in particolare, alle pendici della parete meridionale di Monte Mauro.

Cristallo di lapis specularis

È proprio il lapis specularis, il vetro di pietra, a intitolare l’esposizione a Zattaglia, da sabato 20 aprile (inaugura alle ore 16) fino al 15 giugno. È la prima iniziativa di un progetto articolato in diversi momenti, da aprile a dicembre prossimo, sotto l’egida della Soprintendenza ai Beni archeologici della Regione (Chiara Guarnieri), con l’appoggio dell’Unione dei Comuni e della Federazione speleologica regionale (Massimo Ercolani), l’Ufficio Parchi della Provincia di Ravenna (Massimiliano Costa), il coinvolgimento del Centro culturale di Zattaglia (Franca Pozzi) e il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Faenza e Bcc ravennate e imolese di Brisighella.

A carattere didattico l’esposizione a Zattaglia Coinvolge gli istituti comprensivi dell’Unione dei Comuni, dalla Materna alla Secondaria di primo grado. Insieme al materiale prodotto dalle scolaresche, anche reperti della collezione Antonio Benericetti di Zattaglia, testi forniti dalle biblioteche Manfrediana e del Liceo Torricelli di Faenza, blocchi di lapis specularis messi a disposizione dalla Federazione speleo dell’Emilia Romagna e opere in gesso degli artisti Mauro Mamini Ferrucci e Anna Maria Carroli. Il tema dell’esposizione è poi introdotto da 6 pannelli esplicativi – con testi dello studioso bolognese Danilo De Maria e immagini di Piero Lucci della Federazione speleo regionale – curato da Chiara Guarnieri.

L’artista e poetessa Anna Maria Carroli

Da settembre a dicembre, in mostra reperti archeo della Val Sintria È la stessa Guarnieri della Soprintendenza ai Beni archeologici dell’Emilia Romagna a curare un secondo allestimento al centro culturale di Zattaglia, dalla fine di settembre fino a dicembre prossimo. La tematica dominante sarà di carattere archeologico con l’esposizione di reperti di epoca romana dei recenti ritrovamenti al Parco Carnè e in tutta la Val Sintria, e a corredo, pregevoli volumi prestati per l’occasione da Manfrediana e Università di Bologna.

Lucerna di terracotta ritrovata nella saletta posta sotto il salone principale della cavità della Lucerna

Una moneta e (sotto) materiale fittile verniciato ritrovati all’interno della cavità della Lucerna

In concomitanza, anche Faenza vivrà al Museo ‘Malmerendi’ un momento di studio sul lapis specularis con una mostra e una convention italo-iberica di etno-antropologi, per la parte delle cave di Segòbriga, e la Soprintendenza regionale in relazione alla grotta della Lucerna. L’argomentazione tratterà sulle numerose cave spagnole di pietra speculare e sulle tecniche di estrazione trovando poi analogie con le recenti ‘scoperte’ sulla Vena, insieme all’esposizione di oggetti e utensili, ritrovati in Spagna e negli scavi romagnoli e la presentazione del catalogo, 11^ uscita editoriale con la cover disegnata dall’artista faentino Cesare Reggiani che firma anche quest’anno il manifesto delle varie iniziative.

Margherita Rondinini

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One thought on “Brisighella si racconta: Il vetro dei Romani, a Zattaglia, da aprile a dicembre

  1. mostra molto interessante, sia x i documenti storici, sia x i reperti, sia x l’uso che tuttora gli artisti fanno di questo materiale, e x la genialità delle interpretazioni dei bimbi delle scuole

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