Brisighella si racconta: La memoria dei gessi, natura e racconti in un docu-film sulla Vena romagnola

L’oralità delle persone anziane diventa fonte insostituibile per indagare i rapporti uomo-ambiente di un passato recente in ambito rurale isolato, in particolare montano. È il fulcro della ricerca divulgativa ‘Arca della memoria’ sugli affioramenti gessosi della Vena romagnola, un progetto sviluppato da *Massimiliano Costa e **Stefano Piastra (2010-2011) e promosso dal Parco regionale Vena del gesso.Panorama sulla Vena del gesso Romagnola

È già attivo nella Rocca di Riolo Terme un archivio digitale di interviste filmate a persone, ora anziane, che hanno passato gran parte della loro vita sui gessi romagnoli, ma ora dal progetto ‘Arca della memoria’ è stato tratto il docu-film “La memoria dei gessi” in presentazione agli inizi di luglio nel fortilizio di Riolo.

La Rocca di Riolo Terme

La voce del passato nei ricordi-racconti dei testimoni di una Vena precedente alla “Grande Trasformazione” novecentesca è il punto di vista della comunità locale che analizza gli utilizzi pratici riguardanti in passato le cavità di più facile accesso (cantine, magazzini, ricoveri temporanei per animali), l’uso preferenziale delle morfologie carsiche per fini agricoli, lo sfruttamento delle risorse idriche di natura carsica, i racconti e le leggende incentrati sulle grotte: “un database di memorie di interesse storico-geografico oggi reso fruibile – precisa Piastra – e un patrimonio altrimenti salvato dall’inevitabile scomparsa, nei prossimi anni, assieme alle persone che ne hanno serbato il ricordo sino ad oggi.”

Sono diciassette le interviste, riprese in Full HD dal regista Thomas Cicognani, con l’aggiunta di animazioni grafiche e sottotitoli. Nel gruppo di testimoni selezionati (nati in gran parte tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento), si è diversificato il più possibile il genere (uomini e donne), il luogo di nascita (rappresenta tutti i settori della Vena del Gesso, sia in provincia di Bologna che in provincia di Ravenna) e il mestiere, con attenzione particolare ad attività connesse o influenzate dagli affioramenti gessosi, come l’agricoltore e il gessarolo.

Panorama della Valle della Sintria con l’altura di Monte Mauro (foto S.Cantoni)

Dalla viva voce dei residenti emergono utilizzi e aspetti di vita quotidiana degli ambienti carsici locali, altrimenti sconosciuti, nel recente passato: come i ricordi di alcune grotte presso Crivellari (Riolo Terme) che fungevano da frigoriferi ante litteram per tenere al fresco frutta e bottiglioni di acqua e di vino; di una cavità a Monte Mauro, ricovero segreto e temporaneo per pecore e maiali eludendo controlli fiscali e veterinari, mentre la forra del rio Basino (risorgente perenne a cui fa capo il sistema carsico Stella-Basino) era una sorta di ‘lavanderia’ dove le donne di Monte Mauro andavano a fare il bucato. Sicuramente reperire acqua nella Vena del Gesso risultava essere per i residenti tra le maggiori difficoltà, e la domanda di risorse idriche domestiche e, saltuariamente, potabili era soddisfatta con l’uso di acque provenienti dai gessi, ma dal gusto amaro per i solfati disciolti.

Forra del rio Stella – Basino

Nei ricordi anche la storia della speleologia nella Vena, trattando in particolare, la figura del triestino Giovanni Bertini Mornig (1910-1981), pioniere delle ricerche nelle cavità della Vena e della percezione che di lui aveva la popolazione locale.

Grotta di Re Tiberio

Tra gli aspetti, oggetto di indagine del progetto, la toponomastica locale è sicuramente tra i più interessanti e altrettanto il patrimonio folcloristico legato al mondo carsico, come il racconto della famosa leggenda della Grotta del Re Tiberio e dove l’Imperatore si sarebbe nascosto per sfuggire a una profezia che lo voleva morto a causa di un fulmine; un giorno completamente sereno egli si avventurò all’esterno, ma il cielo improvvisamente si oscurò e un fulmine colpì Tiberio proprio mentre cercava di rientrare all’interno della grotta, portando così a compimento quanto gli era stato predetto.

Margherita Rondinini

* Provincia di Ravenna, Settore Politiche Agricole e Sviluppo Rurale, Ufficio Parchi

** Fudan University, Shanghai (RPC), Institute of Historical Geography / Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Dipartimento di Discipline Storiche, Antropologiche e Geografiche

 

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