Brisighella si racconta: Pieve di Rontana, sulle tracce di un più antico edificio di culto

Mentre gli archeologi stanno indagando l’area del castello, la ricerca archivistica apporta nuovi dati al sito delle antiche pievi di Rontana. È quanto afferma lo storico di Solarolo, Lucio Donati, alla luce di nuove rivelazioni e a breve partiranno i sondaggi per rintracciare eventuali strutture di fondazione di un edificio più antico.

La Casa Rifugio Carnè nel cuore del Parco omonimo.

La professione di appassionato della ricerca storica su fatti, personaggi e monumenti del territorio romagnolo porta Donati a frequentare con costanza le sale di studio degli archivi; ora, al ‘piacere dell’archivio’ si aggiunge l’emozione della ‘scoperta’ sulle mappe catastali di una pieve più antica, antecedente all’anno 892, e situata a un centinaio di metri a sud della casa rifugio del Parco Carnè, “tuttavia – precisa lo storico – la situazione non è subito delineabile.”

Ma prima di giungere alla notizia occorre rifarsi ‘a monte’. In una pubblicazione del 1999, la curatrice Roberta Budriesi afferma che “sul monte di Rontana nel 1901 fu innalzata una grande croce dove sorgevano, perlomeno nel X secolo, la pieve e il castrum”, trattandosi altresì di “un castello costruito attorno ad una chiesa più antica.”

La croce di Rontana come appare oggi

Da un recente saggio dell’archeologo Enrico Cirelli apprendiamo che “un edificio adibito alla pratica funeraria è stato forse identificato all’interno dell’area sommitale del Monte Rontana”, con tombe databili alla seconda metà del X secolo. In base ai documenti ravennati trascritti da don Ruggero Benericetti, le attestazioni più antiche per la pieve di S.Maria datano al’892 (S.M. in Rontano, sic), al 960 (S.M. Castro qui vocatur Rontano) e al 973 (S.M. in castro Rontano): “nonostante l’apparenza – aggiunge Lucio Donati – non si può dedurre con certezza che la chiesa si sia trovata per un certo periodo entro la cinta difensiva, ma poteva essere nelle immediate vicinanze.”

Uno dei risultati degli scavi archeologici condotti nell’area sommitale del castello di Rontana

È questo il parere anche di Achille Lega il quale nel 1886 scriveva che la Pieve, che nell’anno 973 era ubicata dal lato di Angognano, fu portata poi sotto il castello dal lato di mezzogiorno. Ancor meglio spiega Giovanni Cavina, nel 1964, che “la Pieve sorgeva su un terreno che alcuni chiamavano “la pieve vecchia”, onde è a credere che la prima chiesa sorgesse in quel luogo; la seconda fu poi eretta in località detta ancor oggi “Rontana vecchia”, quindi demolita e ricostruita nel 1864 dove è oggi.

La pieve di Rontana come appare oggi

Nella schola di Angognano, presso beni della Pieve di Rontana e la via, è menzionato in data 12 ottobre 1542 (Notarile di Brisighella, volume 1423), un fondo “Pieve Vecchia”; è stato proprio questo termine a suscitare la curiosità di Donati conducendolo verso nuove indagini sull’identità di una costruzione più antica. L’analisi di documenti utili danno ora ragione alle sue ipotesi.

Mappa catastale con la freccia indicante il fondo “Pieve Vecchia” dove partiranno a breve i sondaggi

Il terreno della Pieve è rintracciabile nel fondo “i Carneri” (oggi Carnè) in un catasto del 1798 e ancora nel catasto napoleonico-pontificio (località Pieve vecchia) ai mappali 996 e 997 della sezione di Brisighella, foglio VII (Archivio di Stato Ravenna, Vecchio Catasto); le due pezze sono ubicate a cavaliere dell’antica strada che da casa Collina portava alla casa Carnè, un centinaio di metri a sud di quest’ultima dove la tesi di Donati ubica la Pieve Vecchia.

Panorama sul Parco Carnè visto da Casa Collina

“Poiché questa prima Pieve non poteva essere definita “in Rontana” – precisa – se ne deduce che fosse stata istituita ben prima dell’anno 892, e s’intuisce ancor meglio perché Rontana, pur sede di antico castello, non fu mai capoluogo di schola, come lo fu Angognano, la cui importanza non è comunque da attribuire ad una chiesetta presente alle case di Angognano fra XVI e XIX secolo, prima col titolo di San Giovanni Battista poi di S.Maria.”

“Si tratta ora di rintracciare eventuali strutture di fondazione della chiesa, – aggiunge lo storico – e a breve partiranno i sondaggi.”

Margherita Rondinini

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