Brisighella si racconta: Moretto dei calanchi val bene un assaggio, in sagra, domenica 12 e 19 maggio

È il carciofo Moretto il principe degli orti del territorio e a lui sono riservati tutti gli onori domenica 12 e 19 maggio al Parco Ugonia di Brisighella insieme a una corte di legumi e ortaggi di un territorio generoso di primizie anche in primavera.

Dal colore violaceo con riflessi dorati, spine giallo nere ben formate e rigide, da sempre coltivato sui calanchi dei tre colli, il carciofo di Brisighella rientra in un progetto comprensoriale che tutela il patrimonio genetico di varietà e razze autoctone nella provincia di Ravenna. Un progetto di ricerca – spiega Franco Spada, assessore all’Agricoltura e Attività produttive – che dalla Provincia attinge finanziamenti volti alla salvaguardia e alla valorizzazione della cultivar autoctona, ma soprattutto verso la selezione genetica del ‘migliore’ Moretto del territorio.” Domenica 12 maggio in piazzetta IV Novembre un incontro divulgativo focalizzerà la coltura di questo tipico con relatori dell’Azienda Agraria Sperimentale “M.Marani” di Ravenna.

Da un anno, l’Azienda è fiduciaria della Provincia nell’ambito del “Progetto esecutivo comprensoriale integrato per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione della biodiversità” e distribuisce a titolo gratuito i carducci per la sua riproduzione ad aziende agricole, agrituristiche, fattorie didattiche, hobbisti che si impegnino nella loro coltivazione secondo le buone pratiche agricole. La pianificazione delle regole vuole appunto scoraggiare le produzioni non disciplinate e allargate a zone meno vocate: è quanto si è concordato con i produttori tradizionali perché la certificazione di questo ortaggio sia riservata solo al prodotto migliore “che non deve pertanto uscire fuori da zone limite a discapito della qualità.”

Il nostro obiettivo – aggiunge Spada – è riuscire a testare il tipico migliore con altre cultivar italiane di carciofo e trovare conferme autorevoli al nostro giudizio ‘empirico’ sulla sua qualità. Per questo il Moretto sarà inviato a Cagliari, in Sardegna, terra per eccellenza vocata alla coltivazione del carciofo, e sottoposto all’esame di un panel di analisi sensoriale. “Se le tesi sperimentali e di ricerca confermeranno ciò che la tradizione ha già sancito, la coltivazione si svilupperà mettendo in moto un’azione commerciale organizzata che consentirà ai produttori da valorizzare maggiormente il prodotto, oltre a specializzare il settore per la sua commercializzazione.”

Guardando al futuro si pensa anche a un disciplinare di produzione per ottenere finanziamenti dal Gal L’altra Romagna Il gruppo di azione sostiene lo sviluppo locale con la ‘mission’ di migliorare la qualità della vita di un territorio principalmente utilizzato per l’agricoltura. “Il distretto rurale della biodiversità brisighellese può quindi diventare strumento di governance – aggiunge Spada – per recuperare uno stile di vita anche legato alle stagioni, e sostanziale per il nostro piccolo borgo verso un’ospitalità a tutto tondo, vero valore aggiunto sul mercato della promozione turistica e commerciale.”

Il Moretto è già riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna come cultivar inserita nel paniere dei ‘tipici’ regionali, e la sua bontà ha travalicato i confini del luogo d’origine, grazie al lavoro cooperativo di agricoltori, Pro loco e ristoratori brisighellesi: sono una ventina le aziende storiche di produttori locali, senza contare i raccolti di Moretto degli orti familiari, difficili da quantificare, sparsi nelle zone calanchive di Brisighella. In particolare, i moretti coltivati sui calanchi dal brisighellese Mario Gramentieri risultano al top dal punto di vista organolettico.

Il brisighellese Mario Gramentieri, carciofaio per eccellenza della cultivar Moretto, sul territorio dei Tre colli

In passato la coltivazione era prettamente nelle scarpate vicino alle case di campagna, dove la massaia scaricava la cenere di camini e stufe a legna, ostacolando la presenza di roditori, ghiotti della pianta del carciofo. “Diverse famiglie, poi, usavano fare omaggio agli ospiti di un vasetto di carciofi sott’olio, cosa che ha contribuito anch’essa alla diffusione della conoscenza di tale varietà locale.”

La carciofaia di Gramentieri sui calanchi di Brisighella

Il Moretto si mangia crudo e leggermente lessato, condito con sale e olio, preferibilmente con il rinomato “Brisighello”, col quale si sposa molto bene in quanto i due prodotti hanno una base aromatica comune.

Durante la sagra si potranno gustare capesante arrostite su crudità di Moretto e Olio di Brisighella, tagliolini calamari e Moretto, mezzelune con Moretto a formaggio di fossa, insalatina di Moretto con caprino in parmigiano croccante, tagliatelle al ragù di agnello sul Moretto all’aceto balsamico, strudel al moretto, crespelle ripiene di cuori di Moretto, cappelli di prete con ripieno di Moretto e ricotta.

Margherita Rondinini


 

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