Ciceroni del Borgo per la Rocca e la Pieve ‘più accoglienti’

Il traguardo di una Brisighella più accogliente parte, in primis, dalla collaborazione dei cittadini a ricevere il turista visitatore: un riguardo che vede ora la partenza di un progetto fondato soprattutto sulla disponibilità di alcuni brisighellesi, disposti a calarsi nei panni di ‘cicerone’, e sostenuti nell’iniziativa da Proloco e Brisighella Ospitale.

Archiettura militare della Rocca di Brisighella, con il mastio principale e il camminamento di ronda che lo collega a una torre più bassa.

Architettura militare della Rocca di Brisighella, con il mastio principale e il camminamento di ronda che lo collega a una torre più bassa.

In virtù di tale collaborazione partecipata, il Borgo può ora garantire, fino a settembre prossimo, l’estensione degli orari di visita dei principali siti turistici, in particolare al fortilizio della Rocca e alla romanica Pieve di San Giovanni in Ottavo (Pieve Tho): i due monumenti più rappresentativi del territorio della valle del Lamone, capisaldi di memorie e faccende di Romagna.

Tutti i giorni, ad esclusione del lunedì, i visitatori possono ora accedere alla Rocca, la possente fortezza “che poggia su uno scoglio di selenite”, con cinta muraria trapezoidale e corte interna. Dal martedì al venerdì l’ingresso è dalle ore 10 alle 12 mentre sabato, domenica e festivi apertura dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 17. Il colle turrito è stato teatro di contese delle più disparate signorie per la conquista del poderoso bastione, fin da quando i Manfredi posero le prime pietre nel 1310.

Il mastio principale del fortilizio della Rocca di Brisighella.

Il mastio del fortilizio della Rocca di Brisighella. (foto S.Cantoni)

Il mastio principale, di struttura cilindrica all’esterno, presenta all’interno vani di pianta quadrata. L’architettura militare era autonoma per libagioni e acqua, e conserva tuttora cinque piani che si sovrappongono: la cisterna dell’acqua piovana, un magazzino dei viveri, la cucina, l’alcova del castellano, e in cima la polveriera che all’occasione si trasformava anche in prigione. Invece, interna alla larga scarpa occidentale, è presente una polveriera voltata.

La Pieve di San Giovanni in Ottavo.

La Pieve di San Giovanni in Ottavo.

Invece per Pieve Tho – la “chiesa madre” della valle del Lamone – apertura da martedì a sabato dalle ore 15.30 alle 17.30; domenica e festivi dalle 15 alle 18.

La facciata della Pieve in uno scatto di Maurizio Callegari, reporter brisighellese amante del bianco e nero.

Tra modernità e vestigia del passato, la facciata della Pieve in uno scatto di Maurizio Callegari, reporter brisighellese amante del ‘bianco e nero’  e affascinato dai 120 anni della linea ferroviaria La Faentina, che collega Faenza a Firenze.

Le attuali forme in stile romanico appartengono al XII secolo, mentre le sue origini leggendarie risalgono alla volontà di Galla Placidia di erigerla con i resti di un tempio pagano dedicato a Giove Ammone, all’ottavo miglio da Faenza, sulla strada romana “Faventina” che collegava Romagna e Toscana. La pianta interna, con soffitto a capriate, è a tre navate, con archetti pensili e lesene che ornano quella centrale.

Margherita RondininiIl traguardo di una Brisighella più accogliente parte, in primis, dalla collaborazione dei cittadini a ricevere il turista visitatore: un riguardo che vede ora la partenza di un progetto fondato soprattutto sulla disponibilità di alcuni brisighellesi, disposti a calarsi nei panni di ‘cicerone’, e sostenuti nell’iniziativa da Proloco e Brisighella Ospitale.

In virtù di tale collaborazione partecipata, il Borgo può ora garantire, fino a settembre prossimo, l’estensione degli orari di visita dei principali siti turistici, in particolare al fortilizio della Rocca e alla romanica Pieve di San Giovanni in Ottavo (Pieve Tho): i due monumenti più rappresentativi del territorio della valle del Lamone, capisaldi di memorie e faccende di Romagna.

Archiettura militare della Rocca di Brisighella, con il mastio principale e il camminamento di ronda che lo collega a una torre più bassa.

Architettura militare della Rocca di Brisighella, con il mastio principale e il camminamento di ronda che lo collega a una torre più bassa.

Tutti i giorni, ad esclusione del lunedì, i visitatori possono ora accedere alla Rocca, la possente fortezza, con cinta muraria trapezoidale e corte interna, “che poggia su uno scoglio di selenite”. Dal martedì al venerdì l’ingresso è dalle ore 10 alle 12 mentre sabato, domenica e festivi apertura dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 17. Il colle turrito è stato teatro di contese delle più disparate signorie per la conquista del poderoso bastione, fin da quando i Manfredi posero le prime pietre nel 1310.

Il mastio principale del fortilizio della Rocca di Brisighella.

Il mastio del fortilizio della Rocca di Brisighella. (foto S.Cantoni)

Il mastio principale, di struttura cilindrica all’esterno, presenta all’interno vani di pianta quadrata. L’architettura militare era autonoma per libagioni e acqua, e conserva tuttora cinque piani che si sovrappongono: la cisterna dell’acqua piovana, un magazzino dei viveri, la cucina, l’alcova del castellano, e in cima la polveriera che all’occasione si trasformava anche in prigione. Invece, interna alla larga scarpa occidentale, è presente una polveriera voltata.

La Pieve di San Giovanni in Ottavo.

La Pieve di San Giovanni in Ottavo.

Invece per Pieve Tho – la “chiesa madre” della valle del Lamone – apertura da martedì a sabato dalle ore 14.30 alle 16.30; domenica e festivi dalle 15 alle 18.

La facciata della Pieve in uno scatto di Maurizio Callegari, reporter brisighellese amante del bianco e nero.

Tra modernità e vestigia del passato, la facciata della Pieve in uno scatto di Maurizio Callegari, reporter brisighellese amante del ‘bianco e nero’  e affascinato dai 120 anni della linea ferroviaria La Faentina, che collega Faenza a Firenze.

Le attuali forme in stile romanico appartengono al XII secolo, mentre le sue origini leggendarie risalgono alla volontà di Galla Placidia di erigerla con i resti di un tempio pagano dedicato a Giove Ammone, all’ottavo miglio da Faenza, sulla strada romana “Faventina” che collegava Romagna e Toscana. La pianta interna, con soffitto a capriate, è a tre navate, con archetti pensili e lesene che ornano quella centrale.

Margherita Rondinini

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

2 thoughts on “Ciceroni del Borgo per la Rocca e la Pieve ‘più accoglienti’

  1. Vorrei ricordarvi la figura professionale della Guida Turistica Abilitata e non abusiva.

    • Grazie ai nostri volontari i siti turistici brisighellesi saranno accessibili per tutta l’estate, accogliendo i turisti in questi meravigliosi luoghi con un sorriso. Magari il titolo inganna ma sono coinvolte anche le guide locali del posto, che svolgono il loro lavoro con più facilità anche grazie all’aiuto dei volontari e cittadini.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title="" rel=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>