Ingobbio e valori del passato nei graffiti ceramici di Fernando Rava

Un repertorio ceramico di tradizione antica del ceramista Fernando Rava, inaugura venerdì 5 luglio alle ore 20.30, in via Naldi 17 a Brisighella, la mostra di un interprete controcorrente, promossa dalla Fondazione La Memoria storica di Brisighella “I Naldi-Gli Spada” alla Loggetta ‘Miro Fabbri’.

Esposta una raccolta di ceramiche graffite del primo periodo dell’artista, formatosi come abile torniante all’istituto ‘Ballardini’ di Faenza sotto la guida del maestro Ciro Boschi. Con una particolare attenzione alla tecnica dell’ingobbio, piatti, vasi, ciotole e pannelli mettono in evidenza la ceramica più antica, medioevale, povera, cotta anche sola una volta “tecnica che aveva entusiasmato i ceramisti del primo Novecento” afferma Velda Raccagni Tredozi, curatrice dell’allestimento alla Loggetta ‘Fabbri’. Proprio l’interpretazione di una tradizione antica ha spinto la Fondazione a presentare quest’artista brisighellese, schivo e del tutto controcorrente, attraverso il suo repertorio di valori del passato.

Verde rame, blu, manganese e ferraccia sono i colori del corpus di oggetti e targhe devozionali esposti alla Loggetta dal 5 al 28 luglio: il venerdì dalle ore 20 alle 23; sabato 10-12 e 20-22; domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 21.

Verde rame, blu, manganese e ferraccia sono i colori del corpus di oggetti e targhe devozionali esposti alla Loggetta dal 5 al 28 luglio: il venerdì dalle ore 20 alle 23; sabato 10-12 e 20-22; domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 21.

Per Rava l’ispirazione sorge dai cocci ritrovati nei pozzi delle case signorili faentine, così come dalla collezione donata al Museo delle ceramiche di Faenza da Maria Clotilde Baer nel 1958. I decori sono semplici: losanghe, graticci, foglie accartocciate, quadrilobate o a palmetta, tralci, lobi, medaglioni a raggiera che si colorano di poche tonalità come la ferraccia, il verde rame, il blu, il manganese e un po’ di cristallina. Una bellezza primitiva in questo corpus di oggetti di uso comune e targhe devozionali forgiati da Rava, ceramista che finiti gli studi insegna per tre anni a Basilea l’arte del torniante.

Brocca a graffito, uno degli oggetti di uso comune del repertorio classico di Fernando Rava. Tra i riconoscimenti ricevuti dall’artista anche tre Medaglie d’Oro: dell’Ente Provinciale Turismo al Concorso di ceramica d’arte di Cervia (1969), del Ministro Industria e Piccoli artigiani al Concorso internazionale dell’artigianato di Firenze (1971) dell’Artigianato al Concorso internazionale di Firenze (1973).

Brocca a graffito, uno degli oggetti di uso comune del repertorio classico di Fernando Rava. Tra i riconoscimenti ricevuti dall’artista anche tre Medaglie d’Oro: dell’Ente Provinciale Turismo al Concorso di ceramica d’arte di Cervia (1969), del Ministro Industria e Piccoli artigiani al Concorso internazionale dell’artigianato di Firenze (1971) dell’Artigianato al Concorso internazionale di Firenze (1973).

Rava, dopo il servizio militare, si trasferisce a Faenza in via Cantinelli dove nella sua bottega di forgiatura è torniante per molti ceramisti manfredi, e nel 1975 si sposta in via dell’Artigianato in un’ampia bottega laboratorio dedicandosi alla ceramica con ciclo completo. Lascia Faenza nel 1980 per aprire a Brisighella una bottega, prima in via delle Volte, poi, in via Fossa dove svolge l’attività e fino a pochi anni fa esponeva un vecchio tornio a ruota, a immagine della sua appassionata vocazione.

Margherita Rondinini

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