Sul Treno delle Castagne, i flash di Callegari in un viaggio del passato

Un viaggio su un treno d’epoca è sempre legato a un evento speciale, ma per il Treno delle castagne, a fare notizia è lo stesso convoglio – sebbene fuori stagione – con tanto di locomotiva a vapore e le carrozze di una volta. Cose del passato che escono da un album raffinato, dal grande formato a ‘quadro’ e seconda uscita nella trilogia fotografica “1893 – 2013 La Ferrovia” (GL servizi grafici) del fotografo brisighellese Maurizio Callegari, fotoreporter innamorato della linea Faenza-Firenze, La Faentina: un percorso storico di 120 anni appena compiuti, ma non ancora celebrati.

La prima di copertina del secondo album nella trilogia fotografica di Maurizio Callegari dedicata alla ferrovia La Faentina.

La prima di copertina del secondo album nella trilogia fotografica di Maurizio Callegari dedicata alla ferrovia La Faentina.

Nell’attesa di una data certa per i festeggiamenti, Callegari fa uscire agli inizi di luglio, nelle librerie di Faenza, il suo secondo poemetto d’immagini, scattate in bianco e nero con macchina fotografica tradizionale, ma disponibile anche ‘brevi manu’ dall’autore. L’album è dedicato al Treno delle Castagne, con i buffi di vapore della locomotica e carrozze d’epoca lungo i tragitti da Faenza a Marradi nel versante romagnolo, e da Firenze-Pistoia verso Marradi su quello toscano. L’album fa seguito a prima uscita (a dicembre scorso) che appunta per immagini pezzi di territorio, abitanti e paesaggio, il mondo rurale e urbano attraversato dal treno, oggi ribattezzato Treno di Dante, lungo la linea ferroviaria che lega Faenza a Firenze.

Personale viaggiante sul Treno delle Castagne con le divise dell’epoca sulla locomotiva a vapore.

Personale viaggiante sul Treno delle Castagne con le divise dell’epoca sulla locomotiva a vapore.

Un amore (per il treno) che ha impegnato il fotoreporter, in un filo serrato di attese e appostamenti lungo la ferrovia, spesso sorpreso dai conducenti delle littorine in uscita da una galleria, acquattato nelle stazioni, passeggero in cerca di rimandi al passato e di un viaggio lento più che mai appagante. In ogni caso, un ‘corteggiamento’, ripagato dalla contemplazione (il paesaggio selvatico dell’Appennino) e dall’ascolto: fischi, sbuffi, sferragli, che fanno eco alle parole di Michela Oriani, poetessa brisighellese che accompagna le immagini dell’album con le emozioni dello scorrere di conducenti e passeggeri, in salita e discesa dalle carrozze, “un sedile visionario di un continuo circolo di vite, pensieri, letture, paure e attese…”.

All’imbocco di una galleria, il Treno attraversa il paesaggio selvatico dell’Appennino tosco-romagnolo.

All’imbocco di una galleria, il Treno attraversa il paesaggio selvatico dell’Appennino tosco-romagnolo.

Intanto è allo studio il lavoro conclusivo della collana, dove l’obiettivo di Callegari sarà puntato sulle stazioni, caselli, passeggeri e personale viaggiante: immagini ambientate nella stagionalità del percorso della Faentina, in uscita a dicembre prossimo come strenna di Natale.

Margherita Rondinini

(immagini M.Callegari)

 

 

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