Gli uomini passano, le amiche restano, i peperoni ritornano nel Manuale di Cucina sentimentale di Martina

Donne e cibo: un rapporto di folclore, con un occhio alla bilancia e la mano sul cuore per non rinunciare a una dose appagante di benessere. Dopo ‘10 ottimi motivi per NON cominciare una dieta’ Martina Liverani ritorna alle stampe con il suo primo romanzo, dove il racconto si aggrappa ancora al cibo, non tanto come bisogno primario, quanto per le molteplici esperienze sensoriali che intrigano la fantasia della foodblogger brisighellese. Classe 1977, sorriso solare, personale ‘morbidoso’ di terroir romagnolo, corteggia il cibo con amabile voluttà di donna felice e libera nell’assaggio.

Martina Liverani, foodblogger brisighellese doc, scrive full time di donne, cibo e immagine femminile. La sua opinione è trendy, il suo stile è immediato, stuzzicanti gli argomenti, accattivante il racconto. Da romagnola verace non molla l’osso di fronte agli ostacoli e sfodera come arma vincente un invidiabile sorriso di contagiosa serenità. Impegnata in lungo e in largo a captare modelli di ‘curve’ emancipate e anticonformiste, trova tuttavia lo spazio per coltivare altre passioni: cucinare per gli amici e fare teatro di prosa nella compagnia ‘A.Solaroli’ di Faenza.

Non serve guardare in cagnesco cefalopodi in zimino o mezzemaniche coi broccoli col panico del calcolo calorico: è invece più appagante e smisuratamente sensuale l’assaggio, il piacere del gusto, la sublimazione della percezione. L’approccio di Martina Liverani col cibo è di amore a prima vista, senza riserve né indugi. Basta uno sguardo a primi piatti, pietanze, contorni e dolci per scatenare l’irresistibile desiderio di conquista. Non resta che l’assaggio: gli ingredienti titillano la papilla, raccontano stagioni, catturano umori del territorio e sortilegi di cucina che non la spaventano affatto, ma diventano sfida a soddisfare il palato senza freni inibitori dettati da diete costrittive o sensi di colpa per etti o mezzi chili in agguato.

Da donna libera e felice, Martina vive il rapporto col cibo senza conflitti o rimpianti per aver ceduto ai peccati di gola, che fanno ingrassare, e trasforma il cibo da mezzo di sostentamento a sublime espressione creativa che sulla tavola amalgama segni e messaggi, sentimenti e passioni, valori e ideologie. Sale e pepe della vita che condiscono racconti di lavoro e amore. Soprattutto di donne, protagoniste del suo primo romanzo Manuale di cucina sentimentale (Castoldi&Baldini) in uscita nelle librerie nazionali il prossimo 12 luglio.

La copertina del primo romanzo di Martina Liverani. Condividendo “la passione per il cibo e la buona cucina, oltre che i loro più reconditi segreti” tre amiche, a tavola, si ritrovano il venerdì sera, fermamente convinte che “gli uomini passano, le amiche restano, i peperoni ritornano.”

La copertina del primo romanzo di Martina Liverani. Condividendo “la passione per il cibo e la buona cucina, oltre che i loro più reconditi segreti” tre amiche, a tavola, si ritrovano il venerdì sera, fermamente convinte che “gli uomini passano, le amiche restano, i peperoni ritornano.”

Sono in molti a chiedersi per quale algebrica alchimia da una laurea in giurisprudenza sia sortita questa sua sfrenata passione: ma il mangiare ha sempre fatto parte dei rapporti con la sua vita, complice sicuramente il mestiere dei nonni paterni, i mitici Guido e Angelina, che gestivano una bottega di alimentari nel centro storico di Brisighella, dove Martina fin da piccola muoveva i passi fra insaccati e paste ripiene, formaggi e uova fresche destinati a segnare il suo futuro di foodblogger di successo. Oggi, giornalista compiaciuta e affermata sulle pagine patinate di Vogue, Casaviva, Dissapore, Style, Artribune e Huffington Post, contagia il pubblico femminile con il suo piacere disinvolto di ‘affamata curiosa’ anche nel suo blog Curvy Foodie Hungry, facendo del cibo un inno alla vita, ma soprattutto un’ode ironica alla nostra cultura di gastrofissati, in un’epoca di chef che nei social network spadellano da mane a sera.

Ora, anche l’affabalure concitato di tre amiche, che ogni venerdì sera s’incontrano a cena, è pretesto nel romanzo per raccontare più di quanto esse pensino e, in cibo veritas, uno spunto intrigante a trascrivere la ricetta per stare bene al mondo senza regole di bon ton, trovando invece nelle tentazioni del cibo non solo mero nutrimento, ma risvolto di avvicinamento e mezzo di comunicazione. “Non c’è niente di più sensuale di una donna che apprezza mangiare, si diverte con un buon bicchiere di vino e ama la compagnia di una tavola apparecchiata.”

Forme curvilinee, gusto del cibo come piacere conviviale, fame di tradizioni legate ai buoni tipici della terra: questi i must di Martina Liverani, tendenze appetitose per giovani donne che vogliono abbracciare cucina e vita, con amore.

Forme curvilinee, gusto del cibo come piacere conviviale, fame di tradizioni legate ai buoni tipici della terra: questi i must di Martina Liverani, tendenze appetitose per giovani donne che vogliono abbracciare cucina e vita, con amore.

Per Martina è questa la nuova tendenza femminile: inutile perdere tempo per volersi cambiare, meglio accettarsi come si è, decidendo piuttosto di cambiare il mondo attorno, ma con un pizzico di disincanto. E se precarietà lavorativa e sentimentale sono il fardello di molte di noi è più salutare scacciare i pensieri molesti godendosi in amicizia i piaceri della tavola con chi la sa apprezzare.

Margherita Rondinini

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title="" rel=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>