Il Borgo, fuori dai soliti percorsi di viaggio, visto dai blogger d’Europa

L’interesse degli stranieri all’ospitalità dei Tre Colli è sempre più ambito da editori, giornalisti e blogger nei settori del ‘mangiare, sentire e vivere come un locale in Italia’. Giovani tra i 20 e i 30 anni, europei, raccontano in questi giorni le proprie avventure su internet per condividerle e offrire il proprio punto di vista sulle mete visitate. Arte, cucina, cultura locale, sport, natura: ognuno di loro ha scelto una lente attraverso cui raccontare, e raccontarsi.

In piazza Marconi, a Brisighella, l'arrivo dei blogger del trip Adristorical Lands.

In piazza Marconi, a Brisighella, l’arrivo dei blogger del trip Adristorical Lands.

Di recente, a fare tappa nel Borgo, otto blogger italiani partecipanti al blog trip Adristorical Lands (dal 22 al 29 luglio) incentrato sul medioevo, dal titolo “Rocche e castelli nell’Adriatico”. Organizzato da tre dei partner del progetto: Provincia di Ravenna, Regione Marche e The Tourist Board of Hercegovina-Neretva Canton, il tour ha ‘zoomato’ borghi storici, città murate, castelli e siti culturali delle due sponde dell’Adriatico, con attenzione particolare a vivere esperienze coinvolgenti, come la rievocazione medioevale dello scorso fine settimana nella Rocca di Brisighella. Le incursioni nelle tradizioni enogastronomiche locali, sperimentando piatti e vini tradizionali dei luoghi visitati, fanno gola anche BlogVille, seconda edizione di un progetto della Regione Emilia Romagna, sviluppato da Apt Servizi Emilia Romagna, in collaborazione con due blogger di viaggio di iambassador, (esposizione multimediale attraverso blog, social media e pubblicazioni online); traveldudes (informazioni di un paese, la cultura e la gente dentro) e budgettraveller.

Sebastian Canaves, a cavallo della sua mountain bike sui sentieri della Vena del gesso romagnola.

Sebastian Canaves, a cavallo della sua mountain bike sui sentieri della Vena del gesso romagnola.

Il progetto BlogVille Emilia Romagna ha riunito sul territorio regionale (dal 29 aprile al 29 luglio) blogger provenienti da ogni parte del mondo. Ritorneranno dal 2 settembre al 28 ottobre con l’offerta di un’esplorazione completamente nuova: vedere il territorio ‘fuori dai soliti percorsi di viaggio’, come l’esperienza in mountain bike di Sebastian Canaves, blogger tedesco di origini spagnole, esperto di marketing e appassionato di viaggi, che cura il blog offthepath.

Anche la prestigiosa rivista svizzera Herbarella ha scelto la Romagna ‘dolce’, per cucina, dimore storiche e locali tipici, come modello di ‘bello che fa stare bene’. Nell’ideale vetrina della prossima uscita di settembre, dedicata a Emilia e Romagna, il raffinato trimestrale rivolto agli amanti del verde e dei viaggi mette in grande evidenza, circa 90 pagine, location, personaggi e realtà locali di Brisighella, con tappe anche a Faenza e Modena, con tradizioni e antichi mestieri legati alla loro storia. In Romagna, gli editori Gianni Bombèn e Simone Quast hanno percorso in lungo e in largo – e in diversi step stagionali – la valle del Lamone e del Tramazzo. L’incanto degli stranieri per il territorio aveva obiettivi mirati a una selezione esclusiva di residenze d’epoca, parchi e giardini, resort e locali di ristorazione con peculiarità interessanti e qualche punto fermo imprescindibile.

Villa Spada.

Villa Spada.

 

Villa Liverzano, veduta aerea.

Villa Liverzano, veduta aerea.

Solo un ristretto ‘top target’ di icone del territorio brisighellese è atteso, sulle pagine patinate della rivista elvetica: modelli di riferimento allineati con il profilo della rivista (alto), che tratta principalmente di cultura del giardinaggio, viaggi, cucina e arte del ‘viver bene’. Il carné d’interesse dei due editori non è rimasto insensibile allo charme antico di Villa Spada e al suo giardino all’italiana; nemmeno ad alberi secolari, uliveti e vigneti di Villa Liverzano, dimora signorile trasformata in resort; mentre le preferenze di palato escono da una scrematura severa, che premia alcuni locali di tendenza come ‘Framboise da leccarsi le dita’ e il ristorante ‘L’Infinito’. Sotto i Tre colli il livello di qualità tende ad alzarsi con l’intento di essere accogliente e ospitale per turisti e avventori, ma la voce di ‘alto standing’ comporta soprattutto coerenza nelle scelte e buon gusto, cucine raffinate, locali di particolare vocazione, combinazioni tra tradizione e modernità: un impegno difficile che quasi sempre premia.

Margherita Rondinini

 

 

 

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