Vegetazione e flora ‘dinamica’ sulla Vena in un Quaderno del Parco

La Vena del gesso romagnola è del tutto particolare dal punto di vista zoologico, geologico e geomorfologico; ma anche vegetazione e flora dell’area protetta del Parco regionale rivelano spiccate unicità, argomento della seconda uscita nella collana dei “Quaderni del Parco”, in presentazione, venerdì 19 luglio alle 21, alla Sala San Giovanni di Riolo Terme.

Garida Torre dell’orologio di Brisighella. Le garide sono localizzate nei versanti più erosi della Vena, in situazioni di terreno primitivo posto sulla roccia madre e con esposizione meridionale.

Garida Torre dell’orologio di Brisighella. Le garide sono localizzate nei versanti più erosi della Vena, in situazioni di terreno primitivo posto sulla roccia madre e con esposizione meridionale.

Dopo “La casa rurale” (il primo ‘Quaderno del Parco’ di Stefano Piastra) uno degli aspetti più interessanti della Vena da divulgare è la botanica, disciplina che per certi versi presenta tratti maggiormente caratterizzanti anche per la definizione dei suoi due versanti: settentrionale e meridionale. A nord, i calanchi di argille con praterie aride, aree franose, macchie arbustive e zone umide di fondovalle; a sud, invece, la formazione marnoso-arenacea con l’alternanza di seminativi, frutteti, vigneti e uliveti separati da boschi, siepi e corsi d’acqua. I paesaggi sono poi diversificati da entità uniche, a livello quanto meno nazionale, ma anche da endemismi appenninici, specie rare e d’importanza conservazionistica, insieme ad habitat protetti, che rendono il lavoro di Emanuele Moretti, autore del manuale La vegetazione della Vena del gesso romagnola (Carta Bianca Editore Faenza), una base scientifica di alto livello per la conoscenza della Vena.

Cephalanthera-rubra (cefalantera rossa) presente nei boschi xerofili, localizzati nei versanti della Vena esposti a sud o nella parte alta e media dei versanti esposti a est o a ovest o nella parte alta e media dei versanti delle doline. La specie è protetta dalla Regione Emilia-Romagna.

Cephalanthera-rubra (cefalantera rossa) presente nei boschi xerofili, localizzati nei versanti della Vena esposti a sud o nella parte alta e media dei versanti esposti a est o a ovest o nella parte alta e media dei versanti delle doline. La specie è protetta dalla Regione Emilia-Romagna.

Carlina vulgaris (carlina comune) specie presente nelle praterie della Vena, localizzate nelle zone di mantello forestale o di orletto, nei terreni abbandonati dalle colture, oppure nei pascoli o nei prati sfalciati.

Carlina vulgaris (carlina comune) specie presente nelle praterie della Vena, localizzate nelle zone di mantello forestale o di orletto, nei terreni abbandonati dalle colture, oppure nei pascoli o nei prati sfalciati.

Come Piastra, anche Moretti è brisighellese: laurea in Scienze naturali, ha preso in esame specie erbacee e arbustive esclusivamente della Vena romagnola, classificandole come specie guida indicatrici, e divise in base all’habitat: boschi in ombra più freschi, zone più aride, praterie. Il lavoro di ricerca ha impegnato circa tre anni l’autore e diventa ora un agile manuale in aiuto ai tecnici verso il riconoscimento delle specie più caratteristiche del territorio del Parco, e più importanti, a livello regionale ed europeo. Soprattutto in considerazione che dal punto di vista vegetazionale sono pochi gli studi finora svolti, il manuale riguarda esclusivamente la vegetazione del territorio incluso all’interno del Parco regionale, esclusa quella fluviale e lacustre.

Cornus mas (corniolo) è specie caratteristica dei boschi mesofili della Vena, che indica querceti misti caducifogli termofili.

Cornus mas (corniolo) è specie caratteristica dei boschi mesofili della Vena, che indica querceti misti caducifogli termofili.

Lilium bulbiferum (giglio rosso o giglio di S.Giovanni) dei boschi mesofili della Vena, che si trovano nei versanti esposti a nord, nord-est o nord-ovest oppure alla base dei versanti delle doline e nelle forre. La specie è protetta dalla Regione Emilia Romagna.

Lilium bulbiferum (giglio rosso o giglio di S.Giovanni) dei boschi mesofili della Vena, che si trovano nei versanti esposti a nord, nord-est o nord-ovest oppure alla base dei versanti delle doline e nelle forre. La specie è protetta dalla Regione Emilia Romagna.

Dopo una fase introduttiva, la ricerca si concentra sulla fitosociologia: la modalità di distribuzione della vegetazione del Parco derivante dalle caratteristiche ecologiche dell’ambiente e dettate dall’esposizione, dalla pendenza del suolo e dal sub strato geologico: situazioni geomorfologiche che creano ambienti diversi a poca distanza uno dall’altro. Ma la parte più corposa del manuale offre poi schede floristiche con illustrazioni fotografiche delle specie permettendo al lettore di avere una visione più completa possibile della vegetazione della Vena.

Margherita Rondinini

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