Epopea Ferrari, il ‘coup de theatre’ al 20° Trofeo Bandini

Da vent’anni gli assegnatari ufficiali del Trofeo Bandini riempiono le pagine dell’Albo d’Oro dei premiati, ma l’arbiter che misura la febbre di ogni edizione è il pubblico. E stila la sua graduatoria, autentica e di cuore. Di un rosso smagliante ha infiammato, sabato 31 agosto, l’ode corale alla scuderia di Maranello.

La 312 T4 del 1979 (matricola 041) di Gilles Villeneuve (collezione Giacobazzi), ai box in via Fossa a Brisighella.

La 312 T4 del 1979 (matricola 041) di Gilles Villeneuve (collezione Giacobazzi), ai box in via Fossa a Brisighella.

Assente il vice presidente Piero Ferrari – Bandini 2013 – rappresentato sul palco dal ds Massimo Rivola, cadono le regole prescritte e i giochi si ribaltano: il pubblico per plebiscito premia col ‘suo’ 20° Bandini l’intera l’epopea della ‘Rossa’, le gesta dei piloti più amati, i ricordi appassionati di gara; soprattutto della 312 T4 che fu di Villeneuve, guidata da Jonathan Giacobazzi nei due giri di pista sulle vie del Borgo.

Il ‘coup de theatre’ del presidente del Trofeo, Francesco Asirelli, con Brisighella trasformata in una piccola Montecarlo, ha dato la svolta memorabile alla ventesima edizione, straordinaria per pubblico, fans, giornalisti, media, Sky, Rai, emittenti da Inghilterra, Germania, Ungheria e da tutto il mondo. E indimenticabile per il trofeo, l’ultimo dei ceramisti Bartoli e Cornacchia, ispirato alla Ferrari n.18 di Lorenzo Bandini: otto chili di argilla di Faenza, maiolicata in rosso e oro a lustro, col bianco e nero della bandiera del traguardo di imprese e successi di piloti e premio a personaggi carismatici del mondo della F1.

Il Trofeo Bandini dei ceramisti brisighellesi Valter Bartoli e Adelmo Cornacchia. La bottega ha chiuso l’attività con il trofeo 2013 a Piero Ferrari.

Il Trofeo Bandini dei ceramisti brisighellesi Valter Bartoli e Adelmo Cornacchia. La bottega ha chiuso l’attività con il trofeo 2013 a Piero Ferrari.

L’emozione misurava a palpiti la ‘rossa’ in salita e discesa per il Borgo e Giacobazzi calato nei panni di Gilles, con casco e kit di etichette originali cucite sulla tuta bianca, toccando i 150 km orari sul breve rettilineo di via de Gasperi: “un percorso impegnativo – ammette – per le sospensioni molto sensibili, non adatte all’asfalto cittadino.”

Jonathan Giacobazzi al primo passaggio sulla piazza Carducci di Brisighella

Jonathan Giacobazzi al primo passaggio sulla piazza Carducci di Brisighella

Per un giorno, Brisighella ha rivissuto le mitiche imprese con la monoposto (matricola 041) del famoso duello Villeneuve-Arnoux, a Digione nel GP di Francia del 1979, e un palmares di trionfi e vittorie. Ora è il pezzo forte della collezione Giacobazzi, insieme a caschi, tute, guanti e scarpe del pilota, custoditi dal team storico dei meccanici di Villeneuve, presenti alla partenza da via Fossa. Sono tutti modenesi: Paolino Scarabelli, Pietro Corradini, Rolando Levoni, Dario Gozzi, Felice De Vito, Alegro Pelloni, Ludovico Corradini. Tra loro parlano in dialetto, che è lingua, ricordando vita vissuta a contatto col pilota canadese: “stima, fiducia e comprensione ci legava come in una grande famiglia – ricorda Scarabelli – ora il rapporto pilota-meccanico è metallico; allora la scuderia era per tutti noi come una seconda casa.“

Il passaggio della monoposto di Villeneuve, guidata da Jonathan Giacobazzi, lungo via Roma.

Il passaggio della monoposto di Villeneuve, guidata da Jonathan Giacobazzi, lungo via Roma.

Giacobazzi, il re del lambrusco che esporta in tutto il mondo, è sponsor modenese legato alla Ferrari dal 1977. “L’anno della prima gara di Gilles a Silverstone, Enzo Ferrari chiamò mio padre a Maranello – ricorda Jonathan – la tuta bianca del suo pilota era da riempire. Tornò a casa con un contratto per uno sconosciuto di nome Gilles Villeneuve.” La storia del pilota, morto a Zolder nell’82 alle prove del Gp del Belgio, è ora nell’olimpo della F1 e nel cuore di tutti.

Nel cuore degli Italiani batte pur sempre la passione per la 'rossa': anche nelle giovani generazioni.

Nel cuore degli Italiani batte pur sempre la passione per la ‘rossa': anche nelle giovani generazioni.

Sul palco d’onore per il Premio alla carriera, il pilota Felipe Massa con il sindaco di Lugo, Raffaele Cortesi, Gianfranco Tavazzani e Francesco Asirelli. Al centro Gabriella Bandini, sorella di Lorenzo e madrina della manifestazione dalla prima edizione.

Sul palco d’onore per il Premio alla carriera, il pilota Felipe Massa con il sindaco di Lugo, Raffaele Cortesi, Gianfranco Tavazzani e Francesco Asirelli. Al centro Gabriella Bandini, sorella di Lorenzo e madrina della manifestazione dalla prima edizione.

E la storia della Ferrari continua con Felipe Massa (Bandini 2007) al suo secondo passaggio a Brisighella per il Premio alla Carriera, un tondo in ceramica (Bartoli e Cornacchia) col cavallino emblema del Comune di Lugo e simbolo intramontabile di Maranello e del suo patron Enzo Ferrari, a 25 anni anni dalla scomparsa. “Non l’ho conosciuto, ma sono qui grazie a lui – dichiara il pilota, impeccabile nel suo completo scuro, scarpe in vernice nera e cravatta rossa – ha saputo creare il brand e la macchina più famosa del mondo per F1 e su strada.” Domenica prossima, 8 settembre, Massa correrà al Gp d’Italia. Brasiliano ma di famiglia italiana considera Monza la sua seconda gara di ‘casa’: “c’è voglia di riscatto, di grinta ed essere qui a Brisighella per questa premiazione è un portafortuna.”

La cerimonia del Bandini 2013 si è conclusa con una cena di gala al Parco della Palla, illuminata con effetti speciali. See you later 2014.

La cerimonia del Bandini 2013 si è conclusa con una cena di gala al Parco della Palla, illuminata con effetti speciali. See you later 2014.

Margherita Rondinini

(immagini F.Donati, M.Zoffoli, G.Samorì, G.Scarpa)

© 2013 – Riproduzione riservata

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One thought on “Epopea Ferrari, il ‘coup de theatre’ al 20° Trofeo Bandini

  1. per me è stata una giornata splendida grazie a tutta l’organizzazione!!!!!
    e tu come sempre Margherita scrivi benissimo e lasci emozioni!!!!!

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