Dalla Faentina al Treno di Dante: un viaggio d’immagini dall’Unità d’Italia a oggi

Per l’anniversario dei 120 anni, la Faentina (1893-2013) è protagonista a Brisighella, sabato 5 ottobre, in un convegno al Teatro Pedrini che anticipa due mostre: a Brisighella e a San Cassiano.

Sono tradotte in un Dvd “I mitici treni a vapore…i 120 anni della Faentina”, inserito, come 31^ uscita, nella collana comunale ‘Brisighella ieri e oggi’. Realizzato da Seamond, sponsor ravennate di trasporti del brisighellese Paolo Monduzzi, in collaborazione col giornalista Luigi Rivola, è disponibile anche in HD (studio Tecnica & Arte di Alessandro Fontanelli e Sergio Novelli di Solarolo) per proiezioni in sale cinematografiche o in altri Comuni della tratta Ravenna-Firenze.

La collezione di quattro film storici realizzata negli anni Ottanta riassume la storia dell’antica ferrovia pensata e costruita nel 1800 per unire un’Italia appena risorta. Le immagini ripercorrono con la locomotiva un viaggio di vapore e suoni attraverso valli e montagne di un selvatico paesaggio appenninico. Fischi e sferragli si alternano a ritmi meccanici dimenticati, ma per questa ‘direttissima’, dalla Faentina al Treno di Dante, si aprono anche prospettive turistiche. Precursori in tal senso, un progetto elaborato già nel 1987 dall’istituto Albe Steiner di Ravenna e l’anno successivo da Lions Club ‘Valli Faentine’. Oggi è sostenuto dal Comitato ‘Amici della Faentina – Il Treno di Dante’, promotore dei festeggiamenti per l’anniversario, verso un rilancio di quest’antica ferrovia, che dal passato di 120 anni vuole riscoprire il suo futuro.

A Brisighella, i temi trattati al convegno di sabato 5 ottobre sono personaggi, località attraversate e rievocazione storica della tratta ferroviaria. A introdurli, dalle 15.30, è Maurizio Panconesi, co-autore del libro ‘Cara Faentina’, mentre Franco Pirazzini parlerà degli aspetti ingegneristici della storica ferrovia; di seguito, s’inaugura alle ore 18, una mostra, fino al 20 ottobre, alla Galleria comunale, in via Naldi, con foto, documenti e materiale storico di privati e del Dopo Lavoro Ferroviario di Faenza-Forlì.

Di rilievo il paesaggio in fotografia che inaugura, domenica 6 ottobre alle 15 al Circolo Endas di San Cassiano, un secondo allestimento fotografico “Fra ponti e gallerie: viaggio da Firenze a Faenza” aperto in occasione della locale Sagra della Polenta della frazione brisighellese, e presente anche nelle successive domeniche 13 e 20 ottobre a cura della Polisportiva locale. L’impronta romantica della ferrovia ultracentenaria è uno degli aspetti inediti della mostra con scatti in bianco e nero del fotoreporter brisighellese Maurizio Callegari. La selezione è tratta dal secondo volume della trilogia “1893-2013 La Ferrovia” (GL servizi grafici) con carrozze d’epoca e locomotiva a vapore da Faenza a Marradi nel versante romagnolo, e su quello toscano da Firenze a Pistoia verso la sagra marradese delle castagne.

Le immagini di Maurizio Callegari sono tratte dal secondo volume della trilogia fotografica “1893-2013 La Ferrovia” (GL servizi grafici)
Costruzione della Faentina (collezione N.Baldi)

Costruzione della Faentina (collezione N.Baldi)

La storia

Quando nell’aprile 1893 la Faentina fu inaugurata, era una sintesi d’interessi militari, economici e politici e vantava strutture ingegneristiche e metodologie di cantiere fra le più innovative dell’Italia Unita. Travagliato l’iter di costruzione di quel tracciato su rotaia che durò dodici anni (era iniziato nel 1881), ma la linea ferrata lungo la valle del Lamone fu scelta come la più breve e vantaggiosa per congiungere la via Emilia alla Toscana.

Determinanti motivi economici

I porti di Ravenna, Livorno e Ancona, le città di Ferrara, Ravenna, Faenza, Rimini e Firenze e le valli del Lamone e del Mugello collegate da una comunicazione diretta avrebbero favorito commerci e nuove imprese con benessere e vantaggi aggiunti all’inizio della rivoluzione industriale. Anche allora un “comitato di benemeriti cittadini toscani e romagnoli” era preposto alle scelte operative: presieduto da Giovanni Benericetti era composto da Lottaringo Lottaringhi della Stufa, Francesco Zauli Naldi, nobiluomo faentino trapiantato a Firenze (unico del gruppo che vedrà realizzata l’opera), Jacopo Fabbroni, gonfaloniere di Marradi e Giovanni Antonelli, scienziato e padre nell’ordine degli Scolopi, incaricato dal comitato di effettuare rilievi per ricercare il miglior tracciato.

I numeri

70 milioni di lire il costo dell’opera che presentava 101 chilometri di linea, 15 stazioni intermedie, 9 magazzini merci, 12 piani caricatori, 19 case cantoniere semplici e 81 doppie, 25 gallerie sul versante tirrenico e altrettante su quello adriatico, 23.756 metri in galleria, 336 ponti e ponticelli, 55 ponti e viadotti, 54 passaggi a livello, 18 cavalcavia, 113 sottopassi, 69 scambi, 577 i metri massimi sul livello del mare all’interno della galleria degli Allocchi (3.778 metri, la più lunga) contro i 51 metri del Salto della vacca, la galleria più breve.

Nel tempo, l’alternanza di alti e bassi della Faentina ha segnato stagioni positive (come nel primo ventennio di vita) per il commercio, le arti e l’economia; ma anche le mutilazioni della Seconda guerra mondiale con un progressivo declino, oggi arginato da buone prospettive di moderne soluzioni.

Margherita Rondinini

 

 

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