A Fognano, un presepe a grandezza naturale

Figure a grandezza naturale per il presepe del loggiato dove la partecipazione corale  del paese trasforma un progetto in splendida realtà.

Si ripete anche questo Natale sotto il loggiato di palazzo Focaccia l’iniziativa, partita dal 2011, di un gruppo di volontari molto attivi che anche durante l’anno si spendono per la cura del paese. Del ‘Circolo del presepe’ fanno parte Lucia Di Maria, Lorenzina Ferroni, Giuseppe e Lucia Melandri, Maria Mercatelli, Gigliola Montevecchi, Maria Sportelli, Franco Santandrea e Sandra Gentilini, che del Circolo è coordinatrice. Gli stessi hanno anche cura del ponte sul Rio Bagno, all’ingresso del paese, e stagionalmente provvedono al ricambio floreale, come segno di accoglienza per chi entra in paese. Allestito sotto il portico di palazzo Focaccia, il presepe si allunga quest’anno lungo via Ciani inserendosi anche in cortili e storici negozi ormai chiusi, come quello di Giovanni Tassi.

L’idea è nata da alcune considerazioni, scaturite dalla ricerca di qualità e valore per la frazione e la sua gente. Realizzati in casa dal convivio amichevole, elementi e figure del presepe hanno una conformazione artigianale: un fusto di legno sorretto da un piedistallo, poi rivestito da rete per conigli per modellarne il corpo e pronto per essere vestito. “Le stoffe sono di recupero e appartengono un po’ a tutto il paese: vecchie coperte, scampoli, ritagli, tutto serve, – spiega Lorenzina Ferroni – anche le teste di manichini con capelli veri, omaggio del parrucchiere di Fognano, Giuliano Chiari, ma il tocco autentico è dato dai panneggi dei Magi con stoffe originali della Palestina È la voglia di trovare un modo nuovo per coinvolgere persone e famiglie in un’attività bella e importante, aggiunge, che fa crescere quello ‘spirito di comunità’ sempre così difficile, oggi ancor più che in passato, da realizzare.”

Non è trascurabile la ferma volontà dei volontari di creare qualcosa di significativo, che dia un vero senso a tutto il progetto: essenza che si unisce alla capacità di realizzare qualcosa che, non solo sia duratura nel tempo, ma che apra anche la possibilità di un ulteriore sviluppo e di una crescita anno per anno. Ogni anno infatti l’allestimento si arricchisce con oggetti e particolari diversi, l’aggiunta di nuovi pastori, assopiti e in viaggio, di oggetti e particolari (anche un cesto con gallinelle) e di una specificità locale con l’ingresso della figura di un oste, seduto dietro al banco a presentare la sua mercanzia; quest’anno i Magi avranno un cammello e anche il gregge aumenterà: “non mi piace lo stereotipo, dice Lorenzina, la ricchezza del presepe sta proprio nell’evoluzione, come nella vita, e il presepe è la vita degli uomini.”

Margherita Rondinini

(immagini P.Prato)

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