Al Museo Ugonia, il paesaggio umano di Aldo Rontini tra Faenza e Marradi

Sulla scia della tradizione grafica del litografo brisighellese Giuseppe Ugonia, a cui è intitolato il Museo, sabato 14 dicembre inaugura alle ore 18.30 la mostra “Aldo Rontini: memorie tra Faenza e Marradi”.

San Ruffillo: uscita a Piolo...nella stagione estiva, stare sdraiato nel verde del colle Piolo per guardare il cielo azzurro con qualche traccia bianca d’aereo.

San Ruffillo: uscita a Piolo…nella stagione estiva, stare sdraiato nel verde del colle Piolo per guardare il cielo azzurro con qualche traccia bianca d’aereo.

L’esposizione è un viaggio di ricordi dell’artista e scultore (vive a Faenza ma è di origine brisighellese essendo nato a Sant’Eufemia) con trenta elaborati a matita, di formato ellittico e corpose didascalie poetiche, che alludono a piccoli fatti, memorie e ricordi d’infanzia dell’autore, mescolate a riferimenti di luoghi e particolari situazioni. “Anche per questa fusione d’interesse, fra arte e territorio – dichiara Franco Bertoni, architetto e direttore artistico del Museo – l’allestimento è sembrato particolarmente significativo.” Nelle nuove scelte espositive del Museo, gli ambienti del secondo piano continuano ad aggiornarsi in percorsi contemporanei, sempre con artisti di Romagna, mentre è permanente al primo piano l’antologica dedicata al Novecento storico del litografo brisighellese Giuseppe Ugonia.

Dopo le piccole nature morte di Nedo Merendi e il viaggio figurativo sulla Faentina di Cesare Reggiani (sulle orme dell’itinerario storico di Felice Giani), sempre curato da Franco Bertoni, si apre al pubblico questo nuovo percorso, visibile fino al 30 marzo 2014. Nel corpus espositivo in bianco e nero, tra elaborati del passato e recenti creazioni, permane la ricerca di riferimenti grafici nei flash back dell’artista, con illuminazioni che rimandano all’arco della sua vita, “piccole e grandi emozioni, infantili e adulte, tra riferimenti a opere scultoree già realizzate o in fieri” legate all’infanzia e a ricordi personali sintetizzati in disegni poetici, e traslazioni nel mondo dell’arte vocate al ricordo e alla memoria “come umanizzate costellazioni.”

Margherita Rondinini

© 2013 – Riproduzione riservata

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