Dino Caneda, il centenario precursore del ritmo slow

Cento anni anni, Dino Caneda è protagonista di una vecchiaia che non viaggia con l’età.

Classe 1914, Dino Caneda è l'unico centenario maschio del territorio brisighellese.

Classe 1914, Dino Caneda è l’unico centenario maschio del territorio brisighellese.

Da centenario sfida il tempo che passa con le consuetudini che sono stile di vita e testimonianza di una singolare dinamicità. Fin da quando era un ragazzo e faceva il garzone di bottega dal barbiere Raniero Piccinini. All’epoca erano ben otto i barbieri a Brisighella e per tutti l’attività era più che fiorente. Imparata l’arte, lavora fino al 1968 col fratello Luigi, Giginé, nella bottega del padre Egisto, sotto al loggiato di piazza Carducci. Col rasoio a mano libera affilato sulla coramella ha fatto barba e capelli a cinque generazioni di brisighellesi, e a tanti clienti che venivano apposta anche da Faenza, perché la sua rasatura durava anche tre giorni senza l’increscioso fastidio della ricrescita.

Nella rosa dei centenari brisighellesi è l’unico maschio e la sua longevità rappresenta un caso raro essendo le donne, in larga misura, a raggiungere il primato dei ‘cento’, addirittura in molti casi a superarlo. È il caso di Paola Bandini, 104 anni di San Cassiano, seguita da Giovanna Frattini, 103, di Fognano; non sono da meno la centoduenne Maria Dalmonte di Marzeno, le centunenni Maria Liverani di Brisighella e Anastasia Bartoli di Fognano; mentre Giovanna Giraldi di San Cassiano e Dina Gentilini di Monte Visano hanno da poco spento le 100 candeline. Per scaramanzia, Caneda non ama fare cenno del suo tempo portato a spasso in maniera egregia. Vive in un alloggio protetto del Comune e ancora oggi le sue giornate di arzillo pensionato sono scandite dalle abitudini e da una flemma anglosassone, forse il segreto della sua longevità.

Abitudinario a casa: niente pane (ha smesso di mangiarlo da quando aveva 27 anni), e cena a base di latte con preparato al gusto di cacao. Consuetudini anche al bar: la sosta al caffè centrale è sempre alle 11.30 per un caffè altissimo e un bicchiere d’acqua che personalmente riempie dal rubinetto del bagno “perché è meno fredda.” Poi la lettura dei quotidiani: cronaca e pagina dello sport, il Bologna è tuttora una ‘fede’; e l’immancabile partita a carte: la memoria non gli difetta ed è lui a dirigere la briscola o il beccaccino. Nella vita, come nel lavoro, è stato un precursore del ritmo slow, ignorando il logorio dello stress: insomma se l’è sempre presa con calma. In molti ricordano ancora che allo scoccare del mezzogiorno, cascasse il mondo, deponeva camice e arnesi del mestiere per andare a pranzo, incurante dei clienti che attendevano in bottega.

Fino a 90 anni guidava l’automobile, ora passeggia per strada fermandosi a osservare: la vista è ancora ottima; unico cruccio è l’udito: “la mia sordità m’impedisce di fare quello che vorrei, ma devo provare un nuovo apparecchio.” Con amici e conoscenti è ricorrente l’interrogativo: “quali sono i vantaggi a diventare anziani” ma per il suo compleanno il Circolo ‘Borsi’, che frequenta dal 1925, ha organizzato per Diné – così da sempre è conosciuto a Brisighella – una festa a sorpresa con una targa ricordo per i suoi cento anni e come premio fedeltà alla sua assidua presenza.

Margherita Rondinini

(immagini D.Malpezzi, M.Zoffoli)

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