Una Mostra racconta Brisighella dal 1919 al 1972

Dal 9 al 25 aprile 2016, presso la Galleria d’Arte Comunale di Brisighella, sarà possibile visitare la mostra fotografica dedicata a Belluzzi  Armando,  a cura del gruppo F.A.B.,  con la collaborazione della figlia, Belluzzi ElisaInaugurazione Sabato 9 Aprile p.v. ore 17,30.

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L’autore delle fotografie, scomparso nel 1981, visse nel nostro borgo dal  1919 al  1972.  Era un personaggio molto conosciuto a Brisighella e nelle zone limitrofe,  per la  sua attività di   “autista di piazza” ( così si definiva ).  Intorno  agli anni ’60 abbandonò il  taxi  e  divenne  l’autista  dello  scuolabus,  a servizio  del comune.  Oltre a queste attività, ci fu una grande passione che lo accompagnò  tutta la vita:  la  fotografia.  Gli scatti esposti  alla mostra, ripercorrono un lungo periodo storico, ricco di immagini suggestive del mondo contadino e della vita di paese,  ma  ritraggono anche  svariate scene  riferite  ad avvenimenti  storici, religiosi e strettamente  collegati alla nostra tradizione popolare.  Una raccolta veramente significativa per chi ha memoria  di quei  tempi, e molto interessante anche  per le nuove generazioni,  che grazie a questo patrimonio  lasciato da  Belòz,  potranno  “viaggiare  nel passato”,  alla scoperta di un territorio quasi irriconoscibile.

Inaugurazione Sabato 9 Aprile 2016- Ore 17.30.

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Belluzzi Armando, figlio di Belluzzi Cesare e  Bettini Elisa, nacque il 25 ottobre del 1893 a Bologna –  frazione Bertalia, nella parrocchia della secchia rapita.

La famiglia, di origini bolognesi, possedeva uno dei primi negozi di generi alimentari nella zona dove Armando lavorò fin da giovane.

Per un breve periodo si trasferì a Genova, per lavorare come operaio  metalmeccanico  presso   la “Ansaldo”, un’ industria   nazionale   nella  produzione di   locomotive a vapore e  materiale ferroviario.

All’età di ventidue  anni partì per il fronte. Dal 1915 al 1918 fu un combattente valoroso  e  ricevette la croce al merito di guerra con nastrino della campagna, 3 stellette e la medaglia d’oro. Successivamente gli fu conferita l’onorificenza di Cavaliere all’ordine di Vittorio Veneto.

Durante l’esperienza bellica, conobbe un comandate brisighellese. Grazie a questa amicizia, Belluzzi arrivò nel nostro paese nel 1919.  Inizialmente abitò a “casa Guerra” sulla Via Provinciale, poi si trasferì in Via Fossa.

Così scrisse di se stesso:

..” ero conosciuto  nelle  51  parrocchie del comune di Brisighella dove mi sono trasferito dopo il congedo, ero  un  autista  di  piazza  e  anche  un  fotografo “….

In quegli anni erano in pochi a possedere  un’auto, e non esisteva ancora una rete di mezzi pubblici capillare, così Belluzzi, con il suo taxi, accompagnava la gente nei vari spostamenti. Per anni prestò servizio come autista alle Suore dell’Istituto Emiliani di Fognano e alle Suore del Sacro Cuore di Brisighella. Sulla sua auto salirono svariate persone, dai cardinali importanti  ai semplici contadini, che in mancanza di denaro, lo ricompensavano con polli, uova e altri prodotti della campagna.

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La gente lo ricorda come  un uomo gioviale,  generosomolto disponibile.

Chi aveva bisogno di lui, poteva trovarlo in piazza, col suo taxi parcheggiato di fronte al Duomo.

All’ora di pranzo e di cena invece, aveva un tavolo fisso da Gigiolè.

Si racconta che avesse una grande passione per le donne,  ma nel 1944 le sue avventure da “scapolo” finirono. All’età di cinquantun’ anni infatti, si sposò a Palazzuolo Sul Senio con  Mengozzi  Luisa, detta Gina, che fece del ricamo la sua professione. Oltre ai propri manufatti, commissionava dei lavori ad altre donne del paese, che potevano svolgere nella propria casa.

Nel 1946 nacque la figlia Elisa, che frequentò la scuola elementare a Brisighella, poi le medie e il biennio di formazione professionale all’Istituto Emiliani di Fognano, in seguito divenne  un’infermiera. Nel 1971 si sposò e andò a vivere a Ravenna, dove abita tuttora.

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Nonostante il passare del tempo e la distanza, il ricordo degli anni vissuti nella nostra comunità è rimasto vivo in lei, così ha preso contatti con i fotoamatori di Brisighella tramite amicizie comuni e ha deciso di onorare la memoria del padre affidando all’associazione tutto il materiale e l’organizzazione di questa mostra , che ripercorre un lungo periodo storico, a partire dagli anni venti.

Grazie agli scatti di “Belòz”, così era soprannominato, oggi possiamo vedere le immagini di una Brisighella ormai dimenticata, e a molti sconosciuta. Nelle fotografie ingiallite dalla patina del tempo, ritroviamo un territorio prevalentemente rurale, con scene suggestive del lavoro nei campi, riscopriamo i volti delle persone, immortalate nella loro quotidianità o nelle grandi occasioni, quelle in cui si indossava il “vestito buono”.  Forse qualche anziano  potrà  riconoscere il suo volto da bambino nella foto di gruppo delle scuola, o nella processione della prima comunione.  Si possono osservare inoltre, delle fotografie che testimoniano il periodo del Fascio e del dopoguerra, fino ad arrivare agli anni ’50 , con la ripresa economica. Negli anni ’60 , Belluzzi lavorò a servizio del comune, guidando lo scuolabus.

Ad  aprile del 1972 si trasferì a Faenza, dove continuò a coltivare la sua passione per la fotografia.

Durante gli anni della pensione, si prestò come fotografo per  gli spettacoli teatrali dell’amico Giuliano Bettoli e la filodrammatica Berton. Collaborò anche con le società ciclistiche di Faenza,  eseguendo numerosi reportage durante le loro gare .

Morì nel 1981, all’età di ottantotto  anni, a causa di un ictus.

La vita interessante di quest’uomo, vissuto in un periodo di grandi cambiamenti, rende questa mostra unica nel suo genere.

Il gruppo FAB  esprime tutta la propria gratitudine alla signora Belluzzi, per aver donato all’associazione il materiale fotografico del padre, rendendolo patrimonio storico a disposizione della comunità, anche per le generazioni future.

Armando Belluzzi, grazie alle sue fotografie,  potrà  accompagnare  le  persone  in  un  viaggio nel passato, così come le accompagnava a bordo del suo taxi.

Medri Manuela – FAB

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