Memoria e saggezza dell’arte culinaria della Romagna

Sabato 12 Novembre 2016 , alle ore 17, la nostra Biblioteca Comunale “Carlo Pasini”, in Viale Pascoli,1  ospiterà il giornalista, scrittore, divulgatore appassionato e attivo, Graziano Pozzetto. Graziano Pozzetto è la memoria, la saggezza dei contadini della Romagna. Contaminatore delle cose autentiche che nelle sue conferenze riesce a trasmettere con passione, insieme alla storia della nostra terra. Annoverato tra i fondatori storici del movimento Slow Food.

corbezzolo

Graziano Pozzetto è una vera forza della natura, non passa anno che non ci regali un nuovo libro. Giornalista, scrittore, divulgatore appassionato e attivo, in questi anni ha tenuto più di 2.000 incontri. È stato fra i fondatori storici del movimento Slow Food ed è protagonista di un’enciclopedica codificazione culturale dei prodotti tipici romagnoli.
Con le sue pubblicazioni ha riscoperto le tradizioni di ieri in una enciclopedica raccolta di mangiari, cibi, vini tipici, eccellenze, usanze e memorie dell’identità romagnola.

Ha scritto di lui Alfredo Antonaros nel libro “Romagnoli, guida sentimentale a una terra e al suo popolo” :
Graziano Pozzetto è la memoria, è la saggezza dei contadini della Romagna. A vederlo assomiglia allo yeti, l’uomo delle nevi, ma appena comincia a parlare, è subito chiaro che è quanto di meglio sia rimasto della sapienza e della saggezza della Romagna.”
In effetti è proprio così perché Graziano Pozzetto è, sì, giornalista e scrittore, ma è soprattutto un divulgatore che trasmette a chi legge i suoi libri, a chi partecipa alle sue conferenze, una grande passione per le cose autentiche, per i piatti che raccontano la storia di questa terra.

pozzetto

Nel primo libro “FRUTTI DIMENTICATI, FRUTTI INDIMENTICABILI” Pozzetto rende omaggio alle tantissime specie di alberi da frutto che popolavano la Romagna di un tempo.
Il titolo vuole essere un esplicito riferimento all’Orto dei Frutti Dimenticati creato nel 1990 a Pennabilli daTonino Guerra.
E così incontriamo l’azzeruola, le biricoccole, il corbezzolo, la corniola, il crespino, il giuggiolo, il mandorlo, l’avellano, il sorbo baccarello, e un’ampia varietà di mele e pere: un patrimonio di biodiversità che fino all’ultimo dopoguerra ha sfamato generazioni di contadini romagnoli. Frutti che si mangiavano al naturale direttamente dall’albero o seduti ai suoi piedi magari con un pezzo di pane; strumento di sopravvivenza con cui affrontare la frugale e ripetitiva alimentazione invernale.

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Invece nel secondo libro “CARO VECCHIO PORCO TI VOGLIO BENE” Graziano Pozzetto ci offre una sintesi memorabile, appassionata e coinvolgente, della cultura del maiale in Romagna. Denso di notizie e di informazioni, di polemiche e di personaggi, il libro ricostruisce le grandi pagine dell’allevamento del maiale nelle case contadine del passato, ci ripropone le regole dell’arte sopraffina dei nostri norcini, dà conto della sontuosità di una cucina che - per virtù della sapienza di gastronomo dell’autore - ci restituisce come non mai la gastronomia del maiale nella sua ricchezza e varietà di soluzioni e di proposte. In conclusione, una storia affascinante della Romagna sotto la specie dei costumi culinari legati all’amore per il porco, alle infinite e varie avventure del suo allevamento e alle saporosità di tavolate senza pari.

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Ma non è solo un libro di momenti nostalgici: i saggi raccolti portano le firme di studiosi ed esperti come Sauro Biffi che descrive le caratteristiche dei frutti, il loro habitat, il loro utilizzo; Beppe Sangiorgi che indaga la cultura popolare, la storia, i frutti medicamentosi. E ancora Sergio Guidi, Silverio Sansavini, Alberto Capatti.
E alla fine i suggerimenti per l’uso dei frutti dimenticati nella cucina e le ricette attuali per tornare ad usarli.

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