“esercizi dello sguardo” arte contemporanea in Romagna

ESERCIZI DELLO SGUARDO arte contemporanea in Romagna” è una mostra, in quattro sedi, dedicata all’arte figurativa contemporanea in Romagna. La sede di Brisighella, presso il Museo Civico “Giuseppe Ugonia” sarà inaugurata Domenica 8 Aprile p.v., alle ore 11. La Mostra sarà aperta dall’8 Aprile al 27 Maggio, prefestivi e festivi.

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Sono stati invitati a partecipare 42 artisti che presentano ciascuno 3 opere, per un totale di 126 lavori. Nel catalogo, che documenta quanto esposto in tutti i luoghi di mostra, ogni artista presenta in prima persona il proprio lavoro.

La mostra “ESERCIZI DELLO SGUARDO arte contemporanea in Romagna” intende promuovere e far conoscere ulteriormente gli esiti recenti di una tendenza figurativa che in Romagna ha dimostrato una particolare persistenza nel corso del Novecento e, come dimostra la selezione proposta, significativi sviluppi negli anni a noi più vicini.

Negli ultimi decenni, contributi storiografici e critici hanno messo in luce molti protagonisti della vicenda artistica romagnola moderna ma

lo stesso sforzo non è ancora stato fatto per gli artisti figurativi contemporanei che, va sottolineato, devono anche scontare la scarsa attenzione della critica, delle gallerie e dei musei nei confronti di forme e di mezzi di espressione dati per trascorsi. Si tratta di artisti, inoltre, gravemente penalizzati dalla dilagante imposizione di modelli artistici in cui prevalgono aspetti spettacolari e sensazionalistici che nulla hanno a che vedere con la grande tradizione dell’arte e con il “fatto ad arte”.

Non in molti si sono opposti a quanto il Premio Nobel Mario Vargas Llosa ha recentemente definito “la cospirazione dell’arte contemporanea” e “un imbroglio monumentale, una sottilissima congiura poco meno che planetaria su cui gallerie, musei, illustrissimi critici, riviste specializzate, collezionisti, professori, mecenati e mercanti sfacciati si sono messi d’accordo per ingannarsi, ingannare mezzo mondo e, di passaggio, permettere che pochi si riempissero le tasche grazie a una simile impostura”. Aggiungendo che si tratta di “una straordinaria cospirazione della quale nessuno parla e che, tuttavia, ha trionfato su tutta la linea, tanto da essere irreversibile: nell’arte del nostro tempo il vero talento e la più cinica furbizia coesistono e si mescolano in modo tale che non è più possibile separare l’uno dall’altra. Queste cose sono sempre avvenute, non c’è dubbio, ma allora, oltre a queste, c’erano certe città, certe istituzioni, certi artisti e certi critici che resistevano, che affrontavano la furbizia e la menzogna, le denunciavano e le sconfiggevano”.

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Paola Babini

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Silvano D’Ambrosio

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Mauro Maltoni

ESERCIZI DELLO SGUARDO”, nei limiti di una precisa perimetrazione (una Romagna intesa unicamente come delimitazione geografica), si propone come uno dei possibili tentativi di resistenza a questo stato delle cose e agli impedimenti che precludono visibilità e conoscenza ad artisti non omologati e rinchiusi in una enclave che la critica mainstream cerca di far dimenticare.

Tuttavia, la definizione statutaria dell’arte come, se pur misteriosa, ineludibile miscela di tecnica e di creatività non è stata ancora scalzata. Un’”opera d’arte genuina (sempre Vargas Llosa) è ancora composta da: artigianato, abilità, inventiva, originalità, audacia, idee, intuizioni, bellezza”.

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Danilo Melandri

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Marino Trioschi

Mirna Montanari

Mirna Montanari

In Romagna, non sono pochi gli artisti che non hanno ceduto a un dilagante laissez-faire e a un meccanismo che, nel nome del nuovo per il nuovo, prometteva vuote etichette di progressismo.

ESERCIZI DELLO SGUARDO” non vuole essere altro che questo: la presa in considerazione di un rimosso e un contributo alla registrazione di una vicenda figurativa che, anche se oggi apertamente inattuale, riveste un potenziale e particolare significato di opposizione alla liquida vischiosità dell’”accademia del contemporaneo”.

Una funzione di lunga data se già nel 1934 Ernst Jünger scriveva nella premessa al libro “Foglie e pietre”: “Le basi del cattivo stile sono oggi poste fin dalla scuola, dove si chiede ai bambini di essere innanzitutto originali. Quei temi il cui titolo comincia con formule del tipo “Che cosa penso di”, o “Il mio rapporto con”, non sono altro che un’educazione all’anarchia linguistica. Il linguaggio è uno strumento artigianale il cui uso s’impara attraverso la descrizione dell’oggetto, alla stesso modo in cui l’arte del tiro s’impara davanti al bersaglio. La mancanza di modelli, e la conseguente mancanza di una critica valida, rende straordinariamente difficile per il singolo il compito di crearsi una lingua propria. Quando la lingua possiede un’elasticità gommosa, si arriverà tutt’al più alla sfera delle intenzioni, cioè a un cattivo stile che si nasconde dietro parole altisonanti”.

Jünger chiamava “esercizi dello sguardo” i testi raccolti in questo libro e da qui il titolo della mostra.

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Giovanni Pini

Carlo ravaioli

Carlo Ravaioli

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Luca Rotondi

Infine, si sono imposte la volontà di dare agli artisti una possibilità di presentazione personale (raccogliendo, così facendo, un raro documento sincronico) e la scelta di articolare la mostra in quattro sedi espositive – Argenta, Brisighella, Cesena e Forlì – che corrisponde a una aperta sollecitazione: scoprire, viaggiando, artisti, luoghi dell’arte e un territorio (fisico e culturale) di riferimento.

Esercizi dello sguardo”, anche per il pubblico.

Brisighella

Museo Civico Giuseppe Ugonia

9 artisti e 27 opere:

Paola Babini

Silvano D’Ambrosio

Mauro Maltoni

Danilo Melandri

Marino Trioschi

Mirna Montanari

Giovanni Pini

Carlo Ravaioli

Luca Rotondi

 

Le opere presenti nell’Articolo non sono necessariamente quelle esposte in occasione della Mostra in oggetto.

Info: Servizio Cultura 0546.994415

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