Nuove scoperte nel Castello di Rontana – conferenza

Venerdì 6 Aprile p.v., ore 20,30, Sala Polivalente Cicognani, in V.le Pascoli,1, Brisighella, nell’ambito della rassegna “ Incontriamoci in Biblioteca”, il Prof. Enrico Cirelli e la Dott.ssa Debora Ferreri del Dipartimento Storia Culture Civiltà – Università di Bologna, responsabili degli scavi del Castello di Rontana, terranno una Conferenza pubblica sulle “Nuove scoperte nel Castello di Rontana”

Cirelli

Una nuova campagna di scavi nel castello di Rontana (Brisighella, Ra), si è svolta nell’agosto 2017, grazie a una collaborazione tra Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, il Comune di Brisighella, il Parco Regionale della vena del Gesso Romagnola e al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. La novità più rilevante di questa estate è il rinvenimento di due strutture murarie, con malta calcarea tenace e spessore maggiore di un metro, associate a un contesto di fine VI/inizi del VII secolo, databile grazie alla presenza in questo strato di un esemplare di piatto Hayes 105 in Terra Sigillata Africana, in un sito dove finora erano stati individuati finora solo reperti posteriori al IX secolo d.C. o residui di una diffusa presenza protostorica, di un sito databile all’VIII a.C.. Le strutture sono tagliate dal cimitero altomedievale, certamente legato alla pieve di S. Maria di Rontana, con frequentazione fino al XIII secolo. Nella fortificazione successiva, quella legata al castrum delle fonti scritte (conosciuto dall’a. 960), il sito era difeso da una palizzata in legno, di cui state trovate tracce su tutti i lati finora esplorati, in prossimità dei limiti del pianoro su cui si raggruppò il popolamento altomedievale della vallata.

pianta castello

Nuove strutture difensive sono state inoltre rinvenute in un saggio condotto sulle pendici orientali del castello, riferibili alle mura di cinta costruite tra fine XIII e inizi XIV secolo e già identificate su tutto il versante meridionale del Monte Rontana. Si tratta di strutture costruite in gesso, appena sbozzato, e legate da malta friabile, forse anch’essa gessosa. L’identificazione di questo tratto di mura consente di chiarire l’esposizione del quartiere residenziale trovato al di sotto di questo versante, già definito ‘borgo’, privo di difese legate al nucleo principale dell’insediamento. Gli scavi in questo quartiere hanno consentito il rinvenimento di un ulteriore nucleo di abitazioni separate dalle precedenti da una strada in terra battuta, identificata anche sul versante nord, sottolineando l’organizzazione proto-urbana di questo tipo di castelli soprattutto a partire dal XIV secolo. Altri ambienti sono stati rinvenuti in una fascia di edifici posti sul versante opposto dell’asse stradale, la cui funzione non è però stata chiarita. Un ultimo saggio è stato scavato all’interno del quartiere produttivo, in prossimità del forno da pane, individuato nelle passate campagne di ricerca. In questa zona le strutture si impostano su un piano in malta gessosa piuttosto spesso. La sua rimozione aveva già consentito l’individuazione di due fasi anteriori, una legata ad attività produttive (una fornace per il vetro) databili al XIII secolo e una, certamente anteriore ma non databile con sicurezza, su cui si impostarono i contrafforti in pietra della fortificazione trecentesca. Inizialmente era stata proposta l’identificazione di un fossato, considerato il taglio verticale delle due pareti e l’ampiezza dello spazio tra queste due pareti, riempite da deposito artificiale. E’ stato avviato lo scavo del restante deposito per verificare che non si tratti invece di un’abitazione tagliata nel banco roccioso, come quelle individuate tra 2015 e 2016 nel restante pianoro, sepolte in seguito alla riorganizzazione delle difese tardomedievali del castello. Lo scavo non è stato ultimato e proseguirà auspicabilmente nell’estate del 2018 e verrà esteso anche a un castello con dinamiche insediative simili, posto a controllo della vallata del Marzeno: il castello di Ceparano.

castrum2

Bibliografia sul progetto: E. Cirelli, D. Ferreri, Nuove scoperte nel castello di Rontana, in Cristalli, 3, 2016, pp. 18-23; D. Ferreri, Castelli e sepolture. Società e dinamiche funerarie nel castello di Rontana, in P. Arthur, M. Leo Imperiale /a cura di), Atti del Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (Lecce, 2015), Firenze 2015, pp. 112-116; E. Cirelli, D. Ferreri, Vivere e morire nel castello di Rontana. Lo sfruttamento del gesso in un insediamento di fondazione medievale della vallata del Lamone, in I Gessi di Brisighella e Rontana. Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia, s. II, 28, 2015, pp. 449-472.

Link(s): http://www.faenzawebtv.it/w/tag/castello-di-rontana/

Contatti: enrico.cirelli2@unibo.it ; debora.ferreri2@unibo.it

Info servizio Cultura 0546.994415

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