A pancia piena si ragiona meglio in Romagna

Domenica 11, 18 e 25 le Sagre di Novembre a Brisighella saranno arricchite da un interessante allestimento che sarà proposto all’interno del palazzo Municipale. La mostra nasce dalla collaborazione del fotografo Mirco Villa con l’Associazione Il Lavoro dei Contadini sotto egida di un grande senso di appartenenza che ci arriva dal passato e che in questo caso unisce la cultura del territorio e cultura culinaria con una bellezza che arriva agli occhi e al cuore.

filari

Nel 1594 Andrea Giovanni Callegari, Vescovo di Bertinoro, riferendosi alla Valle del Lamone in una lettera inviata a Hieronimo Mercuriali, medico del Granduca di Toscana, affermava: “L’aria, l’acqua, li vini e l’olio e i frutti sono così buoni e saporiti che non hanno invidia a qualsiasi altra regione”. Ai prodotti di questa terra il fotografo Mirco Villa ha dedicato due libri, “Il bello di mettere i piedi sotto la tavola in Romagna” e “A pancia piena si ragiona meglio in Romagna”, che rappresentano il frutto di uno studio iniziato 5 anni fa sulle materie prime e i piatti della tradizione romagnola. In occasione delle sagre di novembre a Brisighella, Villa presenta alcune delle sue immagini nell’incantevole cornice del Teatro Pedrini, futuro Teatro del Gusto. L’allestimento, curato dall’autore con la collaborazione dell’associazione “Il Lavoro dei Contadini”, vede al centro del teatro la sfera, come metafora della perfezione, della regolarità assoluta e della madre Terra. I rami di ulivo che la cingono simboleggiano la pace e richiamano la produzione più conosciuta di Brisighella: il celebre olio. Dalla sfera centrale si dispongono in cerchi concentrici immagini del nostro territorio catturate da un’insolita prospettiva aerea e composizioni fotografiche dei prodotti più tipici della Romagna.

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La mostra è aperta al pubblico nelle domeniche 11-18-25 novembre. Dalle 15 alle 16 l’atmosfera sarà resa ancor più suggestiva dall’ascolto di voci narranti.

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Particolarmente profonda la ricerca che ha ispirato il libro.

La cucina è cultura, la cultura è tradizione, le tradizioni sono il frutto di dialoghi, sensazioni, emozioni, racconti, esperienze che poi portano a cambiamenti.

Il passato alimenta il presente.

In vari ambiti ho notato una tendenza sempre più marcata a richiamare il passato, a volte rimpiangendolo come un bene superiore ormai perduto. Questo lavoro non vuole seguire il filone nostalgico, ma fissare ciò che di buono possiamo trovare nelle nostre tradizioni affinché non si perdano e, anzi, costituiscano le fondamenta di ciò che siamo e possiamo diventare. Come scrive il mio amico Leonardo “Perdere un sapore è perdere un sapere”, e questo vale particolarmente in Romagna dove, citando Enzo Biagi, “il cibo entra in tutto e condiziona la vita”.

Preparando questo libro ho cercato di ascoltare direttamente le persone e le loro esperienze vissute, o di consultare articoli e lettere pubblicati proprio nel periodo che volevo conoscere, per evitare il rischio di affidarmi ad informazioni che nei testi più recenti mi sono parse omologate e tramandate in modo poco aderente alla realtà. Non bisogna poi dimenticare che le realtà sono diverse e variegate e dipendono spesso dal contesto ambientale e sociale, per cui anche un tempo, proprio come oggi, usanze e abitudini alimentari non erano uguali per tutti.

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Nel progettare la struttura di quest’opera ho pensato alla relazione forte che esiste tra paesaggio, tavola e tradizione, e questo trinomio è proposto in ogni pagina. Fotografie di un territorio custodito dall’uomo e di paesaggi lasciati alla loro naturalezza, riflessioni e note sulle abitudini alimentari e sociali del nostro passato, ricette e immagini di alcune nostre pietanze tradizionali formano un quadro unitario che illustra frammenti della nostra identità romagnola. Quanto al titolo, tante volte ho sentito pronunciare in dialetto la frase “a pancia piena si ragiona meglio”, che è un richiamo al valore attribuito in Romagna alla buona cucina. Mangiare bene, mangiare sano, mangiare i prodotti di stagione e del proprio territorio è un’immensa ricchezza per il palato, per la vista e per lo spirito.

Questo libro è una testimonianza di amore per la Romagna, una terra dal grande patrimonio culturale, che ho voluto fotografare sotto diverse prospettive, divertendomi a comporre le materie prime come visi romagnoli o creature fantastiche della tradizione, e rappresentando le passioni della nostra gente come il ballo, la bicicletta, i motori.

Dalla nostra storia possiamo partire per suscitare e condividere nuove emozioni.

Ringrazio il Maestro Igles Corelli per avermi offerto il privilegio di assistere alla nascita di una delle sue creazioni, sintesi di passato, presente e futuro, che rappresenta perfettamente lo spirito di questa pubblicazione.

Mirco Villa

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Biografia

Mirco Villa è fotografo e giornalista specializzato in fotografia naturalistica e food, spazia dal paesaggio al reportage alla fotografia di ricerca. Ha ideato il Voltana Photo Event ed è accreditato Artista Epson Digigraphie. Dal 2011 è Qualified European Photographer. Autore di e-book e applicazioni, nel 2016 ha pubblicato il primo volume di questa collana: “Il bello di mettere i piedi sotto la tavola in Romagna”.

mircovilla.it

Villa

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