Il fabbro scultore Marino Montevecchi di Villa Vezzano, frazione di Brisighella

Brisighella si racconta: I battuti a mano di Marino, fabbro ‘penna nera’ della Julia

Autore dell’aquila sul masso di gesso, il monumento agli Alpini di Brisighella, Marino Montevecchi di Villa Vezzano è tra i pochi artisti di fucina a esercitare ancora la professione di un’antica famiglia di fabbri con incudine e martello. Originari di Monte Romano dove il trisavolo di Marino, Giovanni, teneva una fonderia specializzata nella forgiatura di […]

I gruppi di lavoro: Open Space Technology per facilitare il dialogo

Con l’avvio dei gruppi di lavoro si apre una nuova fase nel percorso partecipativo per la costruzione di una Comunità Ospitale: giovedì 7 e sabato 9 marzo, infatti, si terranno degli incontri per la costituzione di tre nuclei di cittadini che affronteranno altrettante tematiche fondamentali per il progetto. I gruppi di lavoro sono aperti a tutti gli interessati e si riuniranno presso l’Aula Corsi della Biblioteca Comunale di Brisighella (Complesso Cicognani viale Pascoli n.1) giovedì 7 alle ore 15 con “L’ospitalità del borgo”, per discutere delle modalità di accoglienza nel centro storico; sabato 9 alle 10 con “Benessere, ambiente e cultura” e alle ore 15 per parlare di “Il sapere fare produttivo”I gruppi saranno uno strumento per ascoltare e dare rilievo al punto di vista dei cittadini interessati, con l’obiettivo di definire in sinergia come costruire la comunità ospitale del futuro.

Ma concretamente come saranno gestiti i gruppi di lavoro? Si è deciso di adottare la tecnica dell’Open Space Technology (OST), una metodologia la cui origine è eloquente: fu ideata da Harrison Owen (1985), esperto di organizzazioni, quando si rese conto che le persone che partecipavano alle sue conferenze apprezzavano più di ogni altra cosa i coffee break. Owen aveva notato che durante questi momenti molto informali, infatti, le persone riuscivano ad aprirsi, a conversare “con chi volevano per il tempo che ritenevano utile sui problemi per loro interessanti”. La tecnica dell’OST è studiata appositamente per ricreare un clima simile, riconoscendo a tutti i partecipanti la possibilità di esprimersi, di portare il proprio punto di vista, nella consapevolezza che è solo l’incontro, lo scambio, il confronto tra persone diverse per età, valori e cultura che si può giungere a comprendere un fenomeno a 360 gradi.

Concretamente durante l’OST non ci saranno relatori invitati a parlare, né programmi predefiniti, a parte il titolo generale dell’incontro. I partecipanti, dopo aver appreso le semplici regole di un OST, potranno proporre degli argomenti per il quale provano sincero interesse, e così facendo assumeranno la responsabilità di condurre la discussione, e/o unirsi ad un gruppo per loro stimolante. Al termine della discussione, ogni gruppo produrrà un breve riassunto del lavoro svolto. I contributi elaborati saranno raccolti in un instant report generale, distribuito a ciascun partecipante al termine della giornata o inviato via mail.

L’OST si basa quindi su due aspetti, centrali per i processi di cambiamento: la passione e la responsabilità. Il facilitatore, in questa prospettiva, crea solamente lo “spazio aperto” affinché ogni partecipante esprima se stesso, il suo punto di vita, i suoi interessi ed assuma la responsabilità della propria esperienza. Per questo nell’OST gli unici responsabili di un evento noioso o poco stimolante sono i suoi stessi partecipanti, guidati, in questo percorso, da un’unica legge: “la legge dei due Piedi”: «Se ti accorgi che non stai né imparando né contribuendo alle attività, alzati e spostati in un luogo che ritieni essere più produttivo». Abbandonare un gruppo di lavoro, per andare a vedere cosa succede negli altri o per chiacchierare con qualcuno al tavolo del buffet, non va considerato un segno di scortesia, ma di vitalità; tale comportamento è coerente infatti con i principi dell’OST:

  1. Chi partecipa è la persona giusta: “è poco utile preoccuparsi di quelli che non ci sono ma avrebbero potuto o dovuto esserci. L’importante è concentrarsi su quelli che ci sono”

  2. Qualsiasi cosa accada va bene, è l’unica che poteva accadere “il risultato negativo è il prodotto di aspettative negative”

  3. In qualsiasi momento cominci, è il momento giusto “le cose cominciano quando sono mature per farlo, ed in qualsiasi momento partano è il momento giusto”

  4. Quando si finisce si finisce “non c’è ragione di star seduti a perder temo solo perché la sessione di lavoro era stato programmato per durare due ore”

È importante sottolineare che durante l’OST nessuno avrà il controllo di ciò che sta succedendo, per favorire un risultato di creatività e responsabilizzazione. D’altra parte, i partecipanti dovranno rendersi disponibili a ridiscutere le idee consolidate, cooperare ed apprendere reciprocamente, mettendo a disposizione le proprie competenze e capacità per costruire una comunità più accogliente e vitale.

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Brisighella si racconta: Cena di Gala nelle sale di Gigiolè, tra attori, pietanze e vini

L’albergo ristorante Gigiolè sulla centrale piazza Carducci oggi è chiuso. Ma c’è un disegno nel progetto di Brisighella Ospitale per coinvolgere appartamenti sfitti e immobili in disuso e ridare loro vita attraverso una forma di turismo originale. Così nel Borgo si mette a canestro quello che già esiste stimolando in centro storico iniziative considerate tra […]
Piero Lardi Ferrari, all'autodromo di Monza

Brisighella si racconta: A Piero Ferrari, l’ultimo Trofeo Bandini della Bottega Bartoli e Cornacchia

Curiosità e aspettative per la cerimonia della ventesima consegna del Trofeo Lorenzo Bandini, domenica 2 giugno alle ore 18 nella piazza Marconi di Brisighella, assegnato al vice presidente Ferrari, Piero. Lo hanno annunciato il presidente dell’associazione brisighellese, Francesco Asirelli, insieme a Jonathan Giacobazzi entrato nel Comitato d’Onore del Trofeo Bandini, e braccio destro del vicepresidente […]
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Brisighella si racconta: Giocosamente, nuovo spazio ludico-educativo per bambini

Nel Complesso Cicognani di Brisighella, è partita da inizio febbraio “Giocosamente” una nuova esperienza ludico-educativa pensata per i bambini della comunità brisighellese. Uno spazio contenitore portatore di significati e di simboli, ma anche con un ruolo di relazione, rapporto e comunicazione. Dopo avere pensato al recupero architettonico del complesso, la forte collaborazione tra pubblico e privato […]
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I Lòm a Merz: la festa del fuoco e delle tradizioni è in Romagna

40 appuntamenti, dal 26 febbraio al 3 marzo, fra tradizioni popolari, cultura e cucina rurale. Coinvolti vari comuni delle province di Ravenna, Forlì,  Ferrara e Bologna.

SERATA di apertura MARTEDì 26 FEBBRAIO 2013, dalle ore 16.00 fino a sera inoltrata a VILLA CORTE – Castellina di Brisighella (RA)

Tradizioni popolari, cultura e cucina rurale sono i tre elementi che si combinano per ridare vita in Romagna a un antico rito: i Lòm a Merz: fuochi magici nelle Romagne. L’edizione 2013, dal sottotitolo “Per custodire un dono, un rito, una tradizione”, è in programma da martedì 26 febbraio a domenica 3 marzo, nelle aie e nelle case di campagna di diversi Comuni fra le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Ferrara e Bologna: Faenza, Brisighella, Casola Valsenio,  Riolo Terme, Bagnacavallo, Gambellara, San Pietro in Campiano, Sant’Alberto, Savarna, Russi (tutti in provincia di Ravenna), Imola (Bo), Modigliana (Fc) e Argenta (Fe). Qui verranno accesi dei grandi falò attorno ai quali si svolgeranno oltre 40 iniziative e incontri sulla tradizione e la cultura contadina romagnola, fra balli, spettacoli, mostre mentre sarà possibile degustare vini e cibi tipici dell’ enogastronomia locale. Ad animare le serate ci saranno scrittori, cuochi, sommelier, maestri artigiani, cantastorie, antropologi. I primo appuntamento, martedì 26 febbraio, andrà in scena a Villa Corte di Brisighella e avrà anche l’obiettivo di richiamare l’attenzione, a quasi un anno dal sisma, sul territorio emiliano sconvolto dal terremoto, per non far “morire” i ristoranti e le botteghe storiche di quelle zone.
Le due cinture nere brisighellesi: da sinistra, Mauro Callini e Tommaso Rondinini

Brisighella si racconta: Cinture nere brisighellesi verso gli Europei 2013 a Malta

Nella disciplina del Naga No Kata under 35, per le due cinture nere brisighellesi Tommaso Rondinini (2° dan classe 1990) e Mauro Collini (4° dan classe 1979) appuntamento gara eju tournament, domenica 24 febbraio, a la Salle omnisport de la Ville di Bruxelles. La coppia (migliore in assoluto della regione Emilia Romagna) rappresenterà la Nazionale […]

Costruire una Comunità Ospitale ‘dal basso': gruppi di lavoro e partecipazione attiva

Il progetto Brisighella Nuova 2.0 è stato ideato con un approccio sperimentale, introducendo una metodologia innovativa costituita da un percorso partecipativo, della durata di alcuni mesi, aperto a tutti gli interessati. Attraverso un processo che va dalla presentazione del progetto di Comunità Ospitale, all’informazione, allo svolgimento di veri e propri incontri di discussione e progettazione partecipativi nella forma di gruppi di lavoro e, infine, alla realizzazione delle proposte, i cittadini hanno la possibilità di conoscere e partecipare direttamente allo sviluppo del percorso, dalla fase preliminare fino alla realizzazione e gestione. Il progetto di costruzione di una Comunità Ospitale sul territorio, proposto dall’amministrazione comunale ed approvato all’unanimità da tutte le forze politiche, è stato presentato alla cittadinanza all’incontro del 1 dicembre 2012: il progetto, originato da una attenta analisi delle risorse e opportunità che il territorio offre, propone gli obiettivi di sviluppo nel lungo periodo. Nelle settimane successive il percorso è proseguito proponendo due incontri informativi, con la testimonianza di esperti e professionisti, per diffondere elementi di conoscenza comune in ambiti specialistici. Nel primo incontro sono state analizzate le prospettive offerte dal settore turistico come leva di sviluppo socio-economico del territorio, per poi approfondire, durante l’incontro successivo, l’applicazione delle nuove tecnologie ed in particolare il concetto di smart city. Come ribadito più volte, la realizzazione di una Comunità Ospitale (ospitale, in primo luogo, per i cittadini) non può prescindere, per avere successo, dalla partecipazione attiva e propositiva da parte della popolazione del territorio. Per questo si avvia ora una seconda fase di partecipazione e, nel mese di marzo, saranno costituiti tre gruppi di lavoro, per definire in sinergia come costruire la comunità ospitale del futuro ed analizzare in particolare le seguenti aree tematiche: filiera del saper fare produttivo, filiera dell’ospitalità e filiera di ambiente, cultura e wellness. I gruppi di lavoro, a cui potranno partecipare tutti gli interessati, sono pensati per ascoltare e dare rilievo al punto di vista dei cittadini interessati. Saranno avviate discussioni collettive, mediate da un facilitatore con il compito di moderare i dialoghi, lasciando i partecipanti liberi di esprimere le loro opinioni e contemporaneamente mantenendo la discussione focalizzata sul tema in esame. Questo metodo si fonda sull’idea che lo scambio genera nuove idee e spunti diversificati. La partecipazione, difatti, richiede la disponibilità di tutti i partecipanti a ridiscutere le idee consolidate, cooperare ed apprendere reciprocamente, mettendo a disposizione le proprie competenze e capacità. I risultati di ciascun gruppo di lavoro saranno poi riuniti in un documento di sintesi e presentati pubblicamente, costituendo proposte operative da realizzare sul territorio. Il risultato atteso di un tale processo partecipativo dunque è certamente il progetto in sé, ma ancor più il coinvolgimento sociale e il formarsi di nuovi gruppi di cittadinanza attiva, capaci di affrontare, anche autonomamente, alcune delle sfide sistemiche di una società sempre più complessa, attraverso una presa di responsabilità da parte dei partecipanti al processo. E’ anche una occasione per costruire un rapporto di maggiore fiducia tra istituzioni e cittadini, e stimolare la nascita di reti di collaborazione locale tra persone, gruppi e associazioni in una logica di collaborazione e scelte condivise.
I pini di Errano

Brisighella si racconta: Al Museo Ugonia, case cose e paesaggio nel viaggio illustrato di Cesare Reggiani

Prosegue al museo della grafica ‘Giuseppe Ugonia’ l’itinerario lungo la tratta ferroviaria La Faentina nella mostra: Faenza-Marradi andata e ritorno (festivi e prefestivi 10-12.30 e 15-18.30). E il Museo si trasforma in una vetrina di territorio per viaggiatori innamorati di tale valorizzazione competitiva e attrattiva trovando nel Borgo brisighellese riscontro anche sotto altri profili, da […]
Parco delle Rimembranze di Brisighella

Brisighella si racconta – Pensionati volontari: antesignani di una comunità unita

È un team di lavoro in continua crescita quello dei pensionati volontari sul territorio brisighellese: una risorsa eccellente che vede la partecipazione e la collaborazione attiva di tanti cittadini pensionati alla vita del paese, nei suoi vari aspetti. Se la stagione invernale frena la loro attività, non per questo diminuisce la volontà di applicare il […]